A braccia aperte!

L’Ac regala sempre grandi emozioni! Ogni appuntamento con l’Azione cattolica non manca mai di lasciare una traccia di bellezza nel nostro cammino e quella di ritrovarsi in piazza San Pietro con più di settantamila persone per festeggiare, celebrare, pregare, cantare, non è facilmente descrivibile e contenibile nelle righe di un testo.  È stato come sentirsi dentro un immenso abbraccio d’amore, quello di una Chiesa che nel contempo è madre, di tantissimi fratelli e sorelle che si incontrano con gioia per costruire nuove strade di pace e di speranza, ed anche figlia,  di una grande promessa di salvezza.

Siamo stati felici di contribuire a quella piazza gremita con una partecipazione, soprattutto di giovani, inattesa ai nastri di partenza. E’ iniziato all’una e mezzo di notte, di giovedì 25 aprile, il viaggio verso Roma che avrebbe portato circa duecento pellegrini della nostra associazione diocesana  a vivere l’evento nazionale, organizzato dall’Azione Cattolica, “A Braccia aperte”, durante il quale avremmo avuto l’occasione di incontrare e ascoltare il nostro amatissimo Papa Francesco. Neanche la sfida della partenza alla primissima  ora del giorno ha impedito all’euforia di farsi strada e di entrare a far parte del nostro “kit” da viaggio; un’adrenalina cresciuta nei preparativi degli ultimi giorni, attraverso la consegna dei materiali e il passaggio di continui aggiornamenti relativi alle informazioni tecniche di svolgimento della festa e di raccordo dei disparati punti di carico dei pullman, visto il numero dei partecipanti più che raddoppiato, rispetto alle iniziali aspettative, permettendo una buona rappresentatività della nostra realtà associativa.

Partito ogni gruppo dalle diverse parrocchie, ci siamo ricongiunti lungo il tragitto arrivando tutti insieme nel punto di destinazione e con buon anticipo sull’orario previsto. Muniti di cartelli, striscioni e bandiere di ogni misura, abbiamo così raggiunto la metropolitana, dove già frotte di persone stavano giungendo,  e che “sensazione di casa” è stata ritrovare in quel momento i volti familiari dei giovani della nostra diocesi che, facendo servizio d’ordine, erano lì ad attenderci e darci indicazioni per muoverci in direzione del Vaticano!

Arrivati nei pressi di Piazza san Pietro, solo dopo una lunga fase di attesa in fila per i controlli, abbiamo finalmente oltrepassato i colonnati, accolti dal piacevole sottofondo musicale e dalle parole di benvenuto dei presentatori dell’Incontro, Massimiliano Ossini e Antonella Ventre.

Cercando di ricompattare tutto il mega gruppo diocesano della nostra “spedizione”, ci siamo accomodati cercando un posto “strategico” per il passaggio del Papa e ci siamo goduti il graduale riempirsi e colorarsi di giallo blu tutta l’immensa e bellissima piazza.

Il Santo Padre non si è fatto attendere. Che bella la trepidazione negli occhi di giovani e ragazzi che non l’hanno mai visto e salutato da vicino!

Il messaggio che ci ha regalato poi è stato rapido, essenziale, come nel suo stile, e nel contempo estremamente significativo e profondo; tra i tanti passaggi quello che sicuramente ha colpito maggiormente è stato quello sulle tre forme di abbraccio: l’abbraccio “mancato”, che è spesso causa di odio e ostilità, fino alle guerre che oggi flagellano il mondo; l’abbraccio che “salva”, quello in cui “abbracciato e abbracciante si confondono e diventano un tutt’uno” e che arriva in quella fase della vita in cui se ne ha più bisogno, permettendo di risollevarci insieme all’altro; infine c’è l’abbraccio che “cambia”, un gesto semplice ma in grado di stravolgere un’intera esistenza, di far crollare le proprie convinzioni e ricostruire la propria vita.

Oltre alle meravigliose parole del Papa, ci siamo emozionati con il  racconto e la bellissima voce di Giovanni Caccamo, senza dimenticare il significativo intervento di Neri Marcorè, dedicato all’importanza della data scelta per il nostro Incontro Nazionale, poiché, l’anniversario della Liberazione dell’Italia dal Nazi-Fascismo è una ricorrenza che ci chiama, come cristiani cittadini nel mondo, a rendere grazie a chi nella storia ha lottato per regalarci oggi la democrazia e la libertà, doni preziosi che vanno accolti, conosciuti e difesi. Per questo abbiamo anche ricordato personaggi nati in Ac, come Tina Anselmi, che si sono battuti per questi valori.

Per concludere la giornata di festa nel pomeriggio, insieme a tutti i pellegrini, abbiamo “invaso” gioiosamente le strade di Roma per visitare quella che viene definita “la città eterna”, con particolare curiosità e piacere dei più giovani e di chi non aveva mai passeggiato tra i suoi monumenti e scorci storico artistici unici al mondo.

Siamo rientrati in serata, senza intoppi e come da programma, stanchi ma felici per la grazia dell’esperienza vissuta e con la speranza che le testimonianze, i volti e i luoghi che ci hanno emozionato possano suscitare in tutti noi l’esigenza di portare, nell’incontro con l’altro, l’abbraccio d’amore ricevuto in questo giorno, come essenza dell’annuncio del Vangelo, che libera, salva e permette di ritrovarci INSIEME!