II tappa percorso formazione consigli parrocchiali
Come ogni viaggio che si rispetti al primo step non può che seguirne un secondo, e questo è successo anche per l’esperienza formativa dei consigli parrocchiali, che abbiamo iniziato il 14 maggio scorso, ed è proseguita giovedì 6 giugno, con una serata intensa che è entrata nel vivo del percorso. Non si può parlare di evento conclusivo perché, come ogni consigliere o associato sa, sa non si smette mai di imparare e di formarsi, e anche questo cammino è in continuo divenire e può, anzi deve, sempre alimentarsi di nuovi spunti ed esperienze che nutrano il servizio verso cui tende. La seconda tappa del nostro viaggio quindi, ci ha portati nella comunità della Sacra Famiglia, il cui parroco, consiglio e operatori pastorali, ringraziamo tantissimo per la disponibilità e l’accoglienza dimostrate.
Se nel primo incontro ci eravamo chiesti “Che ci faccio qui?”, interrogandoci sul senso del nostro servizio, sul perché avessimo risposto SI’ a questa chiamata e su cosa fosse per noi il consiglio parrocchiale; questa volta abbiamo fatto un passo in più: partendo dal “compito per casa” con cui ci eravamo lasciati, e che ci era stato assegnato dal conduttore di quella serata, Andrea Di Filippo, ci siamo chiesti “come lavora il nostro consiglio” e soprattutto “come si muoverebbe davanti all’insorgere di un IMPREVISTO?”
Da qui il titolo della serata “ IMPREVISTO MA NON TROPPO”, ma andiamo con ordine.
Come già anticipato, i “lavori” sono iniziati con la condivisione delle lavagnette realizzate dai vari consigli, in cui ognuno di essi, al loro interno, ha condensato la propria programmazione di obiettivi per il futuro, le attenzioni principali, le proprie esigenze … in sostanza il proprio stile di servizio. Tutti questi spunti sono stati confrontati in piccoli gruppi composti da 3 o 4 consigli parrocchiali; essendo emersa questa esigenza dal riscontro di gradimento richiesto a seguito del primo incontro, in pieno stile sinodale al quale, in associazione, cerchiamo sempre di ispirarci.
Dopo questa prima fase, che ha permesso un prezioso scambio, ed anche momenti di dibattito sui diversi modi di organizzare le proprie attività, i consigli sono stati posti di fronte all’imprevisto, un’ipotesi di situazione che potrebbe verificarsi nella vita della comunità parrocchiale e che esso si troverebbe a gestire nello svolgimento del proprio servizio.
“Cosa farebbe e quali strategie si potrebbe mettere in atto se…?” si è domandato ognuno dei consigli presenti. Anche qui è emersa la vitalità e la varietà dell’associazione, poiché in situazioni simili ogni gruppo ha espresso la propria specificità, dal modo di percepire i possibili accadimenti al modo di risolvere degli stessi. Gli imprevisti proposti sono stati di quelli che in genere si incontrano o sono stati già affrontati all’interno della vita di AC, ma è stato importante potersi prendere un tempo per ragionarci, e prenderne consapevolezza, e soprattutto per conoscere, imparando anche dagli altri, a volte più esperti, a guardare e affrontare lo stesso problema … magari questa attività potrebbe essere stato un utile esercizio per farsi trovare pronti la prossima volta che un simile imprevisto si dovesse presentare veramente.
A conclusione di questo “primo tempo” abbiamo cenato tutti insieme in un momento di convivialità da ritenersi veramente importante in questi incontri, perché formarsi non vuol dire solo imparare qualcosa, ma anche conoscere le persone con cui si cammina, stringere rapporti nuovi, incrociare storie e quale momento migliore potrebbe favorire tutto questo se non le chiacchierate davanti alla tavola imbandita?
La serata è proseguita con uno spettacolo di improvvisazione teatrale, organizzato da MIRO, un’associazione di Roma che, non solo ci ha intrattenuto con sketch divertentissimi, ma ci ha permesso di cogliere come da situazioni impreviste, e imprevedibili, possa nascere qualcosa di bello e di nuovo, che in fin dei conti scaturisce dal sapersi adattare dinanzi all’arrivo di una parola o una circostanza sconosciuta, dal “ricalcolo” di quel percorso che abbiamo inizialmente programmato, senza lasciarsi intristire o scoraggiare ma anzi, traendo forza e spinta ulteriore proprio da quei momenti e dalle risorse che si riesce a tirare fuori.
Concludendo questo articolo, oltre ad augurarci un sincero buon lavoro, per tutte le attività estive che sicuramente riempiranno le nostre giornate da qui a settembre, è importante sottolineare nuovamente che la formazione non è mai un punto di arrivo, ma un lungo viaggio con i giusti compagni, e per questo, sicuramente questa avventura non finisce qui, ma continuerà in altre occasioni ed eventi futuri perchè… “per fare bella l’AC” è un cantiere sempre aperto!





















