Minicampo nazionale settore Adulti 18-21 luglio – Assisi
Il coinvolgente mini campo nazionale per vicepresidenti e consiglieri adulti di Azione Cattolica ha preso il via giovedì 18 luglio, all’insegna della condivisione, dell’accompagnamento, dello studio e della responsabilità.
Esso si è aperto con l’intervento di Don Oronzo Cosi, assistente centrale per il settore adulti, e la lettura del brano biblico, di Matteo 5,13 – 16, dal quale abbiamo ricevuto tre punti fermi su cui lavorare e riflettere per i quattro giorni di questa esperienza.
✔️Essere SALE, per la capacità di mescolarsi e di dare “sapore cristiano” nei luoghi che abitiamo;
✔️ essere LUCE, perché attraverso il nostro pensare e il nostro operato possiamo filtrare la luce del Signore;
✔️ Essere CITTA’, dalla cui qualità di fede si definisce la bellezza della città stessa.
Le beatitudini rappresentano il modo per essere sale luce e città sul monte dove ci troviamo a vivere.
E’ proprio intorno a questa relazione biunivoca, tra l’essere adulti e la responsabilità che lo caratterizza, in ogni sua sfaccettatura, che si è sviluppato l’intero mini campo ad Assisi, sostenuti quotidianamente dalla preghiera e dalla celebrazione eucaristica.
La mattina di venerdì, insieme al presidente nazionale Giuseppe Notarstefano, e a sua moglie Daniela, ci ha visti protagonisti di un’emozionante visita presso l’Istituto Serafico di Assisi, ente ecclesiastico senza scopo di lucro che promuove e svolge attività riabilitative e psico educative e assistenza sociosanitaria per bambini e giovani adulti con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali.
Cura, dignità, diritto alla salute, lavoro, valore della sussidiarietà, sono stati alcuni dei punti toccati nel racconto e nelle testimonianze della Dott Ssa Francesca di Maolo, direttrice dell’istituto, e di due operatrici appassionate che ci hanno guidato in un’esperienza di accompagnamento.
Questo tempo all’Istituto è stato come una cascata di acqua fresca rigenerante e generativa, densa di riflessioni concrete e slanci per ciascun adulto.
Al termine di questo incontro siamo stati salutati col bell’augurio di “essere mani di un amore più grande”.
Sollecitati e paghi di tanta ricchezza, il pomeriggio di venerdì è andato in crescendo di meraviglia, con la visita presso la Basilica di Assisi, accompagnati da una guida preparata e appassionata che, con garbo e professionalità, ci ha portati alla scoperta dei dipinti che riempiono questo luogo sacro e maestoso. È stata una grazia preziosa quella di avere la possibilità di fermarsi davanti ad una tale bellezza, che va oltre il semplice senso estetico, data la frenesia della vita degli adulti che generalmente impedisce di prendersi momenti di sosta.
Le serate al mini campo sono state all’insegna della conoscenza, del divertimento e del ricordo degli appuntamenti del triennio/quadriennio appena trascorso.
La giornata di sabato ci ha visto “Adulti pensanti”, in preghiera, in condivisione e generativi, attraverso lavori in “isole” iniziati dopo gli interventi di Simona Segoloni Ruta teologa, ed Enzo Cacioli, già Sindaco di Castelfranco Piandiscò di Arezzo.
La dottoressa Segoloni ci ha condotti nel mondo delle responsabilità degli adulti, attraverso icone bibliche di riferimento che hanno dato il senso evangelico alla presenza ecclesiale, quella capacità spirituale di essere eredi nel primato della fede, che ha e deve avere un risvolto nel mondo.
Con l’intervento di Enzo Cacioli, ripercorrendo alcuni spunti della 50ª Settimana Sociale svoltasi a Trieste, si sono prese in considerazione alcune affermazioni del presidente Mattarella e alcuni estratti di Giorgio La Pira, con i quali siamo stati condotti al cuore “della cura della democrazia attraverso buone pratiche”; perché essere i cristiani vuol dire anche riconoscere che “l’impegno diretto alla costruzione cristianamente ispirata della società, in tutti i suoi ordinamenti, è un impegno di umanità e di santità”.
Grazie a tutte queste sollecitazioni si è bucato un muro, una densa coltre di falsi e limitanti miti sull’essere uomini e donne di fede lasciando intravedere un “oltre”, le quattro mura parrocchiali, dell’essere adulti cristiani consapevoli “chiamati per quanto è possibile a mutare le strutture di questo mondo per renderli al massimo adeguati alla vocazione di Dio”. (Giorgio La Pira)
La giornata di domenica ci ha coinvolto in momenti di restituzione, di ringraziamento e di nuovi inizi, sostenuti dalla presenza, durante la celebrazione eucaristica, di mons. Giuliodori che, con amorevole paternità, ci ha benedetti e inviati nella concretezza del quotidiano.
Il viaggio di ritorno, per noi della nostra diocesi, è stato come quello dei discepoli di Emmaus, dopo aver riconosciuto il Signore nello spezzare il pane, con la felicità e la consapevolezza che c’è speranza per un mondo migliore perché esso è insito nel nostro vivere cristianamente le piccole cose del quotidiano!
Pronti a prendere il largo!
Paola Di Felice, Janet Chiappini, Bruno Antonini
















