Che pesci pigliare

Gettare le reti per prendere il largo!
E’ bello ricominciare così:  ritrovandoci insieme, a condividere un po’ della nostra vita, con la fiducia nella bellezza di una Parola che ogni volta si spezza e si rinnova per noi. Il campo diocesano è la rampa di lancio che all’inizio di ogni nuovo anno associativo ci dona la carica e il rifornimento giusto per riprendere il cammino … e stavolta ci aiuterà … a “prendere il largo”.

“Casa Gioiosa” di Montemonaco, il luogo storico di questo nostro appuntamento, torna a  rigenerarci nell’animo con lo splendore dei monti e della natura in cui è immersa.

Dopo i saluti di apertura del presidente, questa nostra esperienza è iniziata, nella mattinata del sabato, con la lectio del vescovo Gianpiero, che ha accolto il nostro invito a partecipare, e che ha approfondito, per tutti i partecipanti,  il senso dell’icona biblica che ci accompagnerà  quest’anno.

Il Vangelo “della pesca miracolosa” di Luca ci insegna, ha sottolineato il vescovo, che quando tutto sembra andare in direzione opposta a quella immaginata, quando tutto sembra un fallimento o una perdita di tempo ed energie, se ascoltiamo e seguiamo l’invito sempre nuovo della Parola, riconoscendo in esso la potenza di Dio, accade il miracolo, qualcosa di inaspettato e di sorprendente che stravolge la nostra vita. Confrontando questo episodio con quello della pesca miracolosa raccontato da Giovanni dopo la resurrezione, abbiamo rivisto ognuno di noi nella figura del discepolo amato, perché Cristo ci ama per ciò che siamo e non guarda alle miserie di ognuno di noi ma ci permette di passare attraverso esse per poter morire al nostro “uomo vecchio” e rinascere nella libertà di chiamarci Figli,  sempre più consapevoli dell’urgenza del Suo Amore che salva.

Nella Chiesa, ha ricordato, ci deve essere spazio per TUTTI, come anche più volte ribadito da papa Francesco, perché la rete di Gesù non si squarcia ed è sempre pronta ad accogliere ogni tipo di pesce.

E’ proprio a questa  “cultura dell’abbraccio” universale che si stanno ispirando gli orientamenti triennali di AC, illustrati successivamente Angela Paparella, consigliera nazionale Adulti, che dalla diocesi di Molfetta ci ha raggiunto nel pomeriggio, con grande disponibilità, per aprire il gruppo Adulti ad una riflessione sulla via che deve permeare tutti i processi di riconciliazione e di giustizia, come tutti gli spazi di comunione e di responsabilità della nostra associazione. Angela ci ha donato un’interessante testimonianza della propria realtà associativa, che invita ad una “missionarietà in uscita”, ad una pastorale diffusa quindi che crei un sistema di alleanze con realtà che operano su terreni comuni ed abbiano i nostri stessi obiettivi di bene; accompagnandoci infine in uno stimolante laboratorio di confronto e di esercizio di sinodalità, per riflettere insieme sulla Parola che parla alla vita di ognuno con i fatti.

Nel contempo, Giovani e Giovanissimi presenti, hanno sperimentato la complessità, ma anche la bellezza, di cercare un orientamento comune che indichi la giusta rotta, seguendo l’invito ad avventurarsi in un’attività di orienteering, negli ampi e verdi spazi naturali del paese.

Tutti poi: Adulti, Giovani e Giovanissimi hanno avuto modo, la domenica mattina, di ritrovarsi insieme per “contagiarsi” di idee e provocazioni, all’interno delle “Isole di condivisione” preparate dai vari settori della nostra associazione in cui, affrontando diversi argomenti e aspetti della vita comunitaria,  abbiamo riscoperto la ricchezza dell’unitarietà.

Non sono mancati in serata momenti colmi di risate e convivialità con una parodia della “Notte degli Oscar” che, nello stile di AC, ha coinvolto e divertito tutti i partecipanti, rendendo tutta l’esperienza ancor più bella e stimolante.

In questi due giorni abbiamo provato ad accoglierci: nei progetti, idee, esigenze e caratteristiche portati da ognuno, ha sottolineato il presidente nell’attività conclusiva della domenica prima della messa; ci siamo ascoltati e abbiamo fatto spazio in qualche modo all’altro perché giovani e adulti hanno bisogno gli uni degli altri affinché quello associativo sia un cammino sempre più proficuo, di vera condivisione e che porti lontano.

Sulla base delle stimolazioni ricevute, ha continuato Lorenzo, è necessario che come associazioni parrocchiali ci interroghiamo su quanto siamo feconde, che non dipende soltanto dalla quantità di cose che “facciamo” o da quante persone partecipano agli eventi che organizziamo, ma dai cambiamenti e dai processi che attiviamo nella comunità e dobbiamo smettere di pensare che gli ambiti di questa, dove fare ed essere associazione, possano essere solo quelli dedicati alla catechesi, provando ad uscire dai soliti schemi.

Infine, ritrovandoci uniti nella celebrazione eucaristica conclusiva, abbiamo sentito di “esserci stati davvero su questa barca, in ogni passaggio”, come ci ha detto don Lanfranco, dinanzi al mare  che abbiamo simbolicamente riprodotto all’interno della piccola cappella di Casa Gioiosa e attorno al quale ci siamo raccolti per fare spazio alla fecondità che il suo fondale ci ha riservato in questa esperienza. In nessuna nostra partenza e in nessun nostro giorno conosciamo la ricchezza che ci attende nel nostro navigare, perché  è tutta da scoprire, se solo siamo disposti a lasciare sulla terraferma le nostre vecchie abitudini, i nostri pregiudizi e il senso di inadeguatezza che ci blocca.

Il Vangelo è per innamorati!” ha aggiunto il nostro assistente unitario; solo se ci accogliamo così come siamo e solo se ci mettiamo in gioco nel servizio, nonostante la fatica, come testimoni innamorati di Cristo,  ci aiutiamo a far sentire una Chiesa in festa, una Chiesa che non deve essere una “dogana della grazia” ma un “porto di grazia” da cui poter salpare con fiducia verso nuovi orizzonti.

Buon nuovo anno associativo a tutti!

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