“Ciò che deriva da Dio ha di solito la forma di ciò che incomincia.” (R. Guardini)
Questo invito ci ha rivolto il nostro assistente unitario, durante l’omelia della celebrazione eucaristica che ha aperto l’Assemblea diocesana annuale, vissuta domenica 27 ottobre presso il centro “Biancazzurro” di San Benedetto del Tronto.
Quando si prende il largo bisogna affidarsi, ha continuato don Lanfranco, perché il largo non lo possiamo misurare, ma con fiducia, dobbiamo imparare a “chiedere” a Dio, per “andare oltre” e cercare di tracciare nuove rotte per l’AC, come il titolo stesso di questo nostro evento ci suggerisce.
Approdati al porto di questa assemblea, c’è da ripartire per riprendere la navigazione senza troppo aspettare le condizioni ideali dell’oceano, ha sollecitato, ma stando bene attenti ad essere: una rete di complici, dove tutti sono a sostegno di tutti nella nostra associazione; disposti ad indossare la muta da sommozzatori, per andare in profondità e vedere dove veramente stanno le cose belle, lasciando da parte la divisa da controllori della guardia costiera; dobbiamo avere sempre la costanza di arrivare in porto, con la pazienza di continuare a gettare le reti anche laddove si vedono poche possibilità di riuscita e quando stiamo sulla barca bisogna essere un’Azione cattolica di uomini e donne laici impegnati che hanno sogni audaci e amano la vastità, con un cuore sempre aperto alla speranza, dinanzi al Giubileo che già si sta facendo spazio dentro di noi.
Terminata la santa messa, abbiamo avuto il piacere di ricevere il saluto del vescovo Gianpiero che è passato a trovarci per augurarci “buon lavoro” e in seguito, sono iniziati i lavori assembleari con un’apertura di alto livello grazie alla presenza di Lorenzo Zardi, il vicepresidente nazionale del settore Giovani che, giunto in mattinata da Roma, è stato accolto con grande gioia da tutti noi e in special modo dai giovani della nostra associazione, un’emozione resa evidente dal grandissimo sorriso ed entusiasmo con il quale Lucia, componente dell’equipe Giovani e consigliere ACR diocesano, ha moderato il suo intervento, ponendogli nell’intervista quegli interrogativi necessari ad entrare nella concretezza del significato degli orientamenti triennali del documento assembleare.
Lorenzo, con grande amabilità e competenza, ci ha donato un momento formativo prezioso, perchè ricchissimo di interessanti spunti, informazioni ed approfondimenti che ci hanno ispirato nella fase successiva del confronto, nei gruppi di lavoro.
Ne riportiamo alcuni.
“Il documento assembleare serve a “sintonizzarci”, a pensarci insieme, come Chiesa universale” ci ha detto Zardi, ribadendo ancora una volta il concetto fondamentale che solo “quella di popolo” è esperienza di Dio, non quella intimistica. Questo strumento infatti provoca la realtà e porta ad interrogarci su ciò che vogliamo essere concretamente come Ac, una dinamica che richiede il riunirsi insieme per cercare di capirsi e per prendere decisioni collegiali. Sullo spunto della frase del vangelo, presa come slogan di questo triennio: “date loro voi stessi da mangiare”, viene chiesto a tutti noi innanzitutto di riconoscere questa fame e sete di Cristo, e ancora di più, di rendere manifesta questa gran voglia che il Signore venga a salvare la nostra vita, così da poterla condividere con gli altri, di farla diventare contagiosa e capace quindi di far fiorire i deserti intorno a noi.
Nell’attenzione alle persone della nostra comunità, siamo chiamati come Ac a pensare a cammini quanto più possibile “personali”. E’ necessario infatti prendersi cura ed essere curiosi della vita dell’altro, per riuscire a capire qual è la proposta da “cucirgli addosso”, per permettergli di arrivare a Cristo.
C’è bisogno infatti di percorsi che parlino alla vocazione di ciascuno, e che nascano da un dialogo aperto tra giovani e adulti, nella consapevolezza che non c’è un modo giusto per parlare del Signore e per vivere la fede, ma c’è bisogno di un modo sempre nuovo che si adatti il più possibile alle persone che si accostano ad essa.
Ciò significa: vivere bene l’unitarietà e la corresponsabilità del cammino associativo, accettando la sfida di pensare insieme le scelte, dando spazio al contributo unico e insostituibile di ognuno, per imparare a costruire responsabilità plurali e ad essere generativi. In pieno STILE SINODALE!
Questo richiama necessariamente la necessità di formazione, come atto di responsabilità sociale, per imparare a “stare” nella vita e a comunicare con efficacia i contenuti che vogliamo trasmettere, utilizzando linguaggi capaci di arrivare a TUTTI, soprattutto a chi non c’è ancora ma potrebbe esserci, affinché la nostra associazione possa essere l’espressione di un gruppo di fratelli accoglienti e aperti alla speranza, senza barriere d’accesso.
Per questo è fondamentale vivere e coltivare costantemente la dimensione spirituale, perché non siamo un gruppo di animazione sociale, ma FIGLI chiamati a vivere la fede insieme, laici e parroci ognuno nel suo ruolo, uniti dalla ricerca comune di Dio e dalla condivisione di questa fame di Lui, che non può che spingerci concretamente alla creazione di alleanze costruttrici di sentieri di Pace, una rotta che deve permeare ogni aspetto e moto operativo della vita associativa.
Grazie a questo stimolante e ricco momento di ascolto, siamo potuti passare a confrontarci tra noi sulle questioni tirate in ballo dal documento assembleare; proseguendo i lavori in gruppi, ognuno di essi ha preso in esame un argomento specifico e cercato di capire in che modo la nostra AC diocesana/parrocchiale potesse fare proprie le indicazioni riportate dallo stesso, E’ stata questa una fase animata e molto partecipata, vissuta in piena sinodalità, che sembra ogni volta durare troppo poco per le tante idee e sollecitazioni che si vogliono condividere e misurare con gli altri.
Giunti così a mezzogiorno inoltrato, ogni gruppo poi si è avviato alla conclusione “tirando le somme” del confronto fatto e cercando di suggerire, sulla base dello stesso, alcune scelte concrete da poter intraprendere all’interno della nostra realtà parrocchiale e/o diocesana. Per chi vuole aggiornarsi, può trovare insieme a questo articolo tutti questi materiali relativi all’assemblea.
Infine, salutando con grande gratitudine e affetto Lorenzo Zardi, ci siamo congedati guardando con fiducia ed entusiasmo ai prossimi “porti” a cui dovremmo approdare, tra i quali quello importantissimo della veglia dell’adesione, che concentrerà l’attenzione di tutta la nostra Ac diocesana e ci chiamerà a metterci di nuovo in viaggio INSIEME.


















