Eventi come questi del modulo formativo “Doppio nodo”, svoltosi a Marina di Massa tra il 29 novembre e 1 dicembre, sono difficili da raccontare, vanno vissute, ma ci proveremo ugualmente perché tanta bellezza va condivisa.
Hanno partecipato i consiglieri diocesani Lucia, Manuel e Leonardo, accompagnati dall’assistente Giovani don Roberto.
Sono stati tre giorni vissuti a pieno, sotto ogni minimo aspetto. Siamo stati accolti all’inizio di questa esperienza dai dei due vice presidenti nazionali Emanuela Gitto e Lorenzo Zardi, che hanno presentato il tema del “gruppo”, argomento intorno al quale l’intero modulo ci ha interrogato, producendo momenti di “contaminazione” tra esperienze a volte diversissime.
Il primo segno importante lo ha lasciato sicuramente don Michele Martinelli, assistente nazionale per il Settore Giovani il quale, durante la prima serata trascorsa in compagnia, ci ha parlato del coraggio di Giuseppe d’Arimatea, dello stupore di Pilato, dello sguardo di Maria di Magdala; tutto è stato accompagnato da testimonianze profonde e da gesti suggestivi che ci hanno coinvolto profondamente ed allontanato dai pensieri delle nostre vite quotidiane.
La mattina del sabato abbiamo accolto un ospite, Luca Marcelli, dalla diocesi di Ascoli Piceno; come lui stesso ha detto: “da un relatore ci si aspettano risposte”, ma non è stato così, perché lui ci ha tenuto a non darne, ha invece lanciato provocazioni, parlato di esigenze, bisogni e obiettivi da porsi; ci ha spiegato come per avere un gruppo che veramente funzioni e possa essere veicolo di fede, bisogna curare ogni singola fase della relazione con esso: dal trailer, che deve parlare al mondo di oggi e sapersi calare nella realtà senza restare ancorato a ciò che abbiamo sempre fatto o pensato; ai protagonisti, che vanno scelti con cura tenendo conto delle molte e diverse esigenze da bilanciare con equilibrio, eccessi in ogni direzione creano gruppi “distopici”, fino alla trama, che dobbiamo smettere di pensare essere qualcosa di precostituito, che debba limitarsi; occorre smettere di sottovalutare chi ci sta davanti e puntare in alto, per intercettare le grandi domande di giovani e giovanissimi. “BISOGNA ESSERE COME LIEVITO NELLA MASSA”, che non si vede ma opera una funzione fondamentale per la sua crescita.
Proseguendo, per farci sentire al centro del progetto, è stata scelta una modalità innovativa: “l’open space technology”, con la quale ognuno ha potuto proporre temi di cui parlare e diventare il moderatore di un gruppo, formatosi ogni volta dalla libera scelta di coloro che si sentivano più in sintonia con quella proposta.
Sono state affrontate più di trenta tematiche e si è trattato del momento di maggiore scambio e condivisione di idee, dove ognuno ha potuto portare la propria esperienza, il modo con cui ha affrontato una determinata sfida, o superato un ostacolo, così da essere motivo di ispirazione per gli altri; soprattutto è stato il momento di maggior comunione, perché ognuno si è mostrato per com’è, con le proprie fatiche e gioie, successi e anche fallimenti.
La nostra esperienza si è conclusa domenica mattina con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Mario Vaccari durante la quale ci siamo chiesti “come si progetta un gruppo?”, in altre parole, come mettere a frutto la bellezza e gli spunti di questi giorni nelle realtà concrete delle nostre diocesi.
Prima di salutarci i vice presidenti nazionali hanno “tirato le fila”, e “riannodato i vari passaggi”, toccando i punti principali che sono emersi e tracciando il sentiero da seguire in questo triennio di comune corresponsabilità.
Infine… che dire… in un’esperienza con più di 150 giovani riuniti, non possono non esserci stati anche momenti di semplice svago, di divertimento, in cui si è ballato, cantato insieme e avuto la possibilità di fare conoscenze belle che, come dei nodi che hanno unito realtà diverse, possono nel tempo diventare reti associative.
Si torna a casa pieni di slancio, ma soprattutto felici per ciò che si è vissuto.
Quindi non si può che essere grati ai vice presidenti nazionali, ai consiglieri e a tutti i delegati regionali che hanno curato l’evento, e alla nostra AC diocesana che, insieme al nostro assistente giovani, ci ha sostenuto e continua ad accompagnarci con grande affetto.











