In attesa della Sua visione

Diventato negli ultimi anni un appuntamento piacevole di incontro e di preparazione nei “tempi forti”, anche quest’anno l’Azione Cattolica dei Ragazzi diocesana non ha rinunciato a proporre il ritiro di spiritualità d’Avvento per tutti i ragazzi più grandi della fascia d’età 11-14 anni.

Negli spazi esterni e nei locali della struttura “Maria Immacolata” delle Suore Concezioniste di San Benedetto del Tronto, abbiamo “preparato la scena” per vivere il nostro pomeriggio insieme.

Nell’ambientazione cinematografica, che quest’anno ci propone il percorso dell’ACR, i ragazzi hanno vissuto fin dal loro arrivo, proposte di attività e di riflessione che hanno richiesto loro di scoprire qual è la propria “parte”, stimolati dalla domanda “e noi che dobbiamo fare?” che risuona nel vangelo della terza domenica di Avvento, detta “della gioia”, preso come riferimento e spunto per questa esperienza.

Dopo una prima fase di accoglienza, dove i ragazzi si sono cimentati nell’animazione di piccole scene, così come nella realizzare di un grande copione o nell’indossare abiti e oggetti di scena “per il reportage della stampa”,  siamo passati ad un momento di raccoglimento in cui, guidati dalla Parola, spezzata per noi dal nostro assistente dell’ACR, don Silvio, ci siamo chiesti qual è il ruolo che siamo chiamati a vivere nella nostra storia, una storia illuminata e guidata dall’amore del più grande tra i registi, Gesù, nato come uomo tra gli uomini e soprattutto nei panni di un “attore non protagonista”, per rimanere nella terminologia del cinema, poiché viene a noi nelle condizioni più umili che mai avremmo pensato per il Dio creatore del mondo e salvatore della nostra vita.

La venuta di Gesù tuttavia non ci solleva dall’impegno di responsabilità che abbiamo nei confronti di quello che possiamo dare e fare per costruire la nostra felicità; Lui è il regista, ma quello che realizziamo è un copione “scritto a due mani”: quelle nostre, che devono essere operose di bene,  e quelle di Gesù che, fungendo a volte da “correttore ortografico”, ci suggerisce attraverso lo Spirito la via di salvezza.

Nel presepe ogni anno Gesù ci ricorda che torna a nascere in quella situazione scomoda, nascosta o sbagliata, che stiamo vivendo e che ci sta facendo soffrire, per farne una cosa nuova; Egli stesso infatti è portatore di novità e ci salva dal fare le cose solo a modo nostro e sempre nello stesso modo..

Stimolati anche dalla visione di un video, su semplici gesti di bene che possono generare e produrre a catena altro bene, i ragazzi si sono riuniti poi in piccoli gruppi per inventare racconti di solidarietà e passare quindi al  “farsi dono” l’un l’altro, attraverso il gesto simbolico dello scambio di un piccolo pacchetto regalo dove al suo interno ognuno ha scritto, accanto al proprio nome, l’impegno da mettere a disposizione per il bene della comunità o del gruppo di cui fa parte.

E’ stato bello vedere la partecipazione di questi ragazzi nei diversi momenti e attività proposte, segno della loro volontà di essere in qualche modo protagonisti della loro storia.

Grati per la ricchezza dei tanti sorrisi, degli incontri e della condivisione vissuta in questo pomeriggio insieme, preghiamo affinché ognuno di noi, con il Natale, diventi quella novità bella e avvincente a cui il Signore ci chiama, nell’abbraccio del Suo amore e nell’ascolto del Suo Spirito che ci suggerisce quale ruolo bisogna rivestire sulla scena della nostra vita, per crescere nella gioia e camminare nella speranza di una “regia” che non smette di indicarci la via della salvezza.