Verso l’alt(r)o! – Campo invernale Giovani

La meta non è un posto ma è quello che proviamo e non sappiamo dove né quando ci arriviamo”. Non esistono parole migliori per iniziare il racconto dello splendido viaggio in montagna appena concluso, che ha coinvolto la nostra equipe Giovani di Ac e il loro assistente don Roberto.

Siamo partiti per il Trentino senza un’idea precisa, senza un obiettivo da raggiungere, ma semplicemente per vivere la gioia di un tempo da trascorrere insieme, che permetta di conoscerci, di scoprirci a vicenda e lasciarci guidare dalla fantasia di Dio, che abita ogni nostra decisione e attraverso la quale Egli realizza il Suo disegno d’amore per noi” ; ci hanno raccontato i protagonisti dell’esperienza.

Il 26 dicembre, di buon mattino, il gruppo è partito per raggiungere Campitello, in Val di Fassa, allontanandosi dalla frenesia quotidiana e riscoprendo la bellezza di stare con le persone amate, nella meraviglia di un paesaggio naturale unico, che si apre come una finestra a cielo aperto sulla maestosità delle Dolomiti innevate.

Le escursioni non hanno solo riempito gli occhi di meraviglia e i cuori di gratitudine, per ciò che si poteva ammirare, ma hanno anche permesso di sperimentare quanto possa essere difficile percorrere INSIEME un sentiero, rispettando il passo di tutti, senza lasciare indietro nessuno.

La montagna, come la nostra vita – anche associativa – richiede sacrificio. La bellezza però sta proprio nel fatto che non è importante raggiungere in fretta e per primi la meta  più lontana, ma piuttosto nel camminare tutti insieme sorreggendo l’uno le fatiche dell’altro.

Nella fraternità del cammino così, vengono più facilmente a galla le  fragilità, anche quelle che di solito non mostriamo facilmente.

Se durante le escursioni sì  è compreso il senso della fatica condivisa, nella casa che li ospitava sono risuonate risate e battute; non sono mancati esperimenti culinari e scherzi che hanno riempito di allegria e amicizia le serate e il viaggio.

Ognuno può portare con sé un peso quando parte, piccolo o grande che sia, ma poi, da queste esperienze, si torna consapevoli di non essere da soli a sostenerlo, e ci si rende conto che c’è qualcun altro che, camminando al proprio fianco, lo condivide con noi  con il sorriso, apportando gioia alle nostre giornate.

Non sono mancate neppure le occasioni per riflettere e guardarsi dentro. La Parola che ha guidato il viaggio è stata: “fantasia”. I giovani si sono interrogati su come ognuno di loro vede la propria vita e su come la “fantasia di Dio” guidi le loro scelte. Quindi si sono chiesti: “Nella mia vita ho visto la fantasia di Dio su di me?”, “Ed io sono capace di seguire il sentiero che Dio ha tracciato per me?”.

Se è vero che quanto più una domanda lascia senza parole, tanto più essa ha colpito nel profondo, si può dire  che ognuno è tornato a casa con una piccola parte di questa risposta, coscienti di quanto sia difficile averne una definitiva. Nella  vita, soprattutto in quella dei giovani,  le scelte da compiere sono molte, e non sempre è facile capire quali di queste conducono alla strada giusta.

E ora che si è tornati a casa, “cosa c’è nel proprio bagaglio?” Sicuramente tanta gratitudine per il tempo e la bellezza vissuti insieme, uniti alla speranza che questa esperienza sia un seme che darà molto frutto. Ognuno porterà con sé un pezzo di sé stesso e degli altri che ha scoperto e approfondito, nella certezza che: “ogni cuore è un tassello e ogni vita è un colore” ed insieme è stato realizzato un meraviglioso mosaico.

Concludendo con un  GRAZIE speciale a don Roberto,  guida preziosa  per il  cammino dei Giovani della nostra Ac che si appresta ad iniziare il percorso associativo nel nuovo anno 2025!