di: Lucia Pelliccioni e Leonardo Curzi
La sera del 17 giugno, sotto nuvole scure e cariche di pioggia, abbiamo visto arrivare tante e tanti giovani che, accompagnati da amici e compagni di classe, hanno accolto il nostro invito. Sui loro volti e nei loro occhi, specchio del cielo e dell’anima, si notavano sorrisi timidi, a volte nervosi, si percepivano pensieri affollati, nostalgici, incerti. Nonostante questo, con decisione hanno compiuto quei passi che li hanno condotti all’interno di una bella e accogliente sala del Museo della Civiltà marinara delle Marche. Per la nostra – ormai abituale – Messa prima degli esami, se fosse stata una bella serata estiva, avremmo dovuto ritrovarci al Molo nord di San Benedetto del Tronto, “in porto”, per attraccare la barca della vita e concludere felicemente la navigazione del percorso scolastico. Simboli, significati e metafore del mare, però, non sono mancati all’interno della sala che ci ha ospitato e per la cui disponibilità ringraziamo infinitamente il Museo del Mare della nostra città.
Il momento della celebrazione, molto sentito e raccolto, presieduto dal nostro Assistente unitario don Lanfranco, ha preso subito significato perché riempito dalla vita, dalle ansie e dalle speranze dei giovani maturandi.
Tutti i partecipanti sono stati invitati a guardare al loro percorso scolastico come ad un viaggio, uno di quelli che porta a largo, che a volte fa perdere di vista la costa ma mai fa dimenticare la meta. È il viaggio che in questi giorni si sta concludendo, portando i ragazzi “in porto”, per vivere la ricchezza e lo scambio del pescato, ricaricare le energie, decidere verso quali rotte continuare a navigare dopo aver salpato da nuovi porti, sempre verso nuove, inattese e felici mete.
Ognuno ha ricevuto una piccola cima, simbolo del mare e strumento fondamentale da utilizzare in tanti modi e per motivi diversi: reggere l’ancora per restare al sicuro nei momenti più difficili e tempestosi, o issare le vele e seguire le rotte tracciate dal vento, o ancora, raccogliere le reti e il pescato che esse contengono. Questo segno invita ogni giovane a vivere in pienezza tutte le fasi della vita, senza paura, adattandosi a tutto ciò che dovranno affrontare, consapevoli di avere gli strumenti giusti per ogni situazione.
Erano seduti, tra gli studenti, anche insegnanti e Dirigenti scolastici: un bel segno di vicinanza. Nei grandi viaggi, infatti, non si è mai soli. C’è sempre qualcuno su cui possiamo contare, che ci sta accanto davanti al timone, con una mano sulla spalla.
La serata non poteva che concludersi sulle note di “Notte prima degli esami”, colonna sonora della tanto temuta maturità. Così, tra gli abbracci veri e quelli delle onde del mare, la nostra Ac diocesana ha rivolto il suo in bocca al lupo a tutti i ragazzi e le ragazze per questa bella e importante sfida.
Buon viaggio, non abbiate mai paura di spiegare le vele!










