Montagna, piccozza…e mare!

L’AMICIZIA TRA PIER GIORGIO FRASSATI E DON “FRANZ” MASSETTI

di: Lucia Pelliccioni

Lunedì 7 luglio, nella suggestiva cornice di Piazza Sacconi, sotto al Torrione – cuore e simbolo della Città di San Benedetto del Tronto – abbiamo vissuto una serata intensa, un momento prezioso di ascolto, ricordo e amicizia. 

L’incontro, intitolato “Montagna, piccozza…e mare”, è stato dedicato a due figure straordinarie nella loro ordinarietà: Pier Giorgio Frassati e don Francesco Vittorio Massetti, meglio noto agli amici semplicemente come “Franz” al nord o come “Vittò” per le vie di San Benedetto. Abbiamo raccontato storie intrecciate, racconti di vite diverse ma uguali, lontane ma vicine, trasformate da un incontro, unite profondamente dall’amicizia, dalla fede in Cristo e dal Vangelo. Perché è importante condividere e diffondere belle testimonianze? Perché possano, ogni giorno, ri-orientare le nostre esistenze.

L’incontro si è aperto sulle note de “Il mattino” di Grieg, eseguite al flauto traverso dal M° Giuseppe Verdecchia. La musica scelta, che racconta il momento idilliaco e sereno del sorgere del sole, ha introdotto la lettura del testo che ci ha fatto rivivere il primo incontro tra Pier Giorgio e Franz: il sorgere della loro amicizia, l’inizio di qualcosa di bello, importante, quotidiano. 

È il 1920, Franz decide di partire alla volta di Torino per frequentare la facoltà di Ingegneria al Politecnico. È nel contesto universitario che i due si incontrano. Sono bastati un “Ciao Franz!” e una stretta di mano calorosa per non farli lasciare più tra pomeriggi di studio, treni affollati, passeggiate in montagna, azioni di carità e piccole attenzioni quotidiane. 

Hanno disteso i fili rossi di questo racconto tre ospiti speciali:

Roberto Falciola, Presidente Azione cattolica diocesi di Torino e Vice Postulatore per la Causa di Canonizzazione Pier Giorgio Frassati; Marco Sermarini, della Compagnia dei Tipi Loschi del beato Pier Giorgio Frassati; Giulia Ciriaci, autrice del libro “L’Amore che guarisce” e studiosa della figura di don Francesco Vittorio Massetti.

Nella prima parte dell’approfondimento, si è entrati nel cuore delle due biografie, senza però rimanere freddamente attaccati alle date e agli avvenimenti. Siamo scesi subito nella profondità delle loro vite. Roberto Falciola, profondo conoscitore della vita di Frassati, ha tracciato i punti cardine della sua breve ma intensa esistenza: il legame con la famiglia, l’impegno nello studio, la carità verso i poveri. Da bambino, ragazzo e infine giovane, Pier Giorgio ha vissuto sempre e solo immerso in Cristo. “Impossibile non imbattersi nella figura di Franz Massetti, amico carissimo a cui scrisse anche alcune tra le sue lettere più belle” – ha ammesso ricordando gli studi dei materiali in vista della canonizzazione (in programma per il prossimo 7 settembre).

A seguire, Giulia Ciriaci con la lettura di una famosa poesia in dialetto sambenedettese ha incorniciato il profilo di Massetti in un preciso contesto spazio-temporale e ha fatto emergere il legame profondo, la cura e l’attenzione che don Vittorio ha sempre rivolto all’infanzia. Una delle sue opere più significative è stata infatti “Santa Gemma”, una realtà che accoglieva bambini in condizioni di povertà e miseria gravissime. Abbiamo riletto la vita e le opere di Franz come una preziosa eredità ricevuta direttamente da Pier Giorgio, a seguito di quell’incontro e quell’amicizia che hanno significativamente trasformato e orientato le vocazioni del sacerdote sambenedettese.

Con Marco Sermarini abbiamo esplorato le radici comuni che univano Pier Giorgio e don Vittorio: un’amicizia salda, fondata sul Vangelo, che pur nella diversità degli stati di vita – laico l’uno, sacerdote l’altro – ha saputo generare fecondità spirituale e sociale.

Il momento più commovente della serata è stato senza dubbio la lettura dell’ultimo incontro tra i due amici, datato 30 giugno 1925, pochi giorni prima della morte di Frassati per poliomielite. Le parole di Franz, il suo gesto affettuoso nell’aggiustare per l’ultima volta la cravatta dell’amico, il dolore composto e profondo del commiato, hanno fatto emergere con forza la bellezza di una comunione che non si spegne con la morte, ma continua a generare vita.

Nella seconda parte, invece, abbiamo chiesto ai nostri ospiti approfondimenti e riflessioni su alcuni temi: associazionismo e impegno civile, la passione cattolica nonostante le dure difficoltà, il valore dell’amicizia.

È stato ricordato come Pier Giorgio avesse perfettamente incarnato il motto della Gioventù Cattolica “Preghiera, Azione, Sacrificio”. Con l’AC è cresciuto nella fede e ha custodito nel suo cuore sogni di pace, giustizia, dignità, sempre con l’allegria,  che contraddistingue tutti i cattolici. Di don Vittorio è stata raccontata la sua esultanza, la sua tenacia e il suo fortissimo attaccamento alla Chiesa anche nei momenti più difficili, soprattutto successivi  all’esperienza – allora all’avanguardia – dei “Cenacoli”. Ha saputo ascoltare, accogliere e costruire comunità. Infine, l’amicizia: Pier Giorgio con la sua simpatia e con piccoli ma significativi gesti di cura a attenzione riusciva ad avvicinare le persone. L’amicizia tra Frassati e Massetti e con tanti altri era vera e profonda perché fondata sulla fede. La loro esperienza ci insegna che rapporti di comunione, pur nella diversità di carismi, sono possibili e sempre arricchenti. 

Viviamo al mare – è vero! – ma non potevamo trascurare la grande passione di Frassati per la montagna, a cui dedica, nelle sue lettere, dichiarazioni d’amore (“Montagne montagne montagne, io vi amo”). Avvicinato alle alte cime fin da piccolo dalla famiglia, amava salire come sano esercizio fisico ma anche e soprattutto come occasione per avvicinarsi a Dio e per esprimere quella dirompente vitalità, massima espressione del grande dono della vita ricevuto da Dio. Una fotografia sintetizza tutto questo: Pier Giorgio aggrappato a una roccia; accanto una data e una scritta autografe: Domenica 7 giugno 1925, Verso l’alto. Un mese prima di morire.

Le parole e le riflessioni degli ospiti hanno saputo parlare al cuore di tutte le persone presenti: un pubblico attento, partecipativo e rappresentativo delle varie realtà diocesane e territoriali.

È stato un incontro semplice, ma carico di significato, per approfondire la figura del beato Pier Giorgio Frassati, a pochi giorni dai 100 anni dalla sua morte, e reso ancora più speciale da questo riscoperto legame con il nostro territorio, grazie all’amicizia con don Vittorio. Le loro testimonianze ci donano speranza, ci incoraggiano a tradurre i nostri ideali in un impegno concreto Verso l’altro e a non abbatterci lungo la strada ma a procedere sempre con energia, passione, entusiasmo Verso l’alto.

Grazie al Comune di San Benedetto del Tronto, al comitato di quartiere e all’Associazione “Amici del Paese Alto” per averci accolto nel cuore della nostra città. Un grazie speciale a don Roberto, assistente del Settore Giovani, per averci accompagnato nella preparazione di questo incontro e a tutti i soci che hanno contribuito alla realizzazione della serata. 

P.S.: Volete sapere una piccola e per niente casuale curiosità? La prima sezione di Azione cattolica a San Benedetto fu fondata proprio da Vittorio e fu intitolata a Pier Giorgio Frassati! E la storia continua…