Non ci credo! È bello essere qui!

Il Campo unitario diocesano di Azione Cattolica

Ci stavamo preparando da tempo a questo momento, l’attesa e l’entusiasmo sono cresciuti giorno dopo giorno. Poi, finalmente le porte di Casa Gioiosa, a Montemonaco, si sono aperte. È qui che ci siamo ritrovati – giovani e Adulti – per vivere insieme il nostro Campo unitario diocesano, dal 12 al 14 settembre, intitolato “Non ci credo! È bello essere qui!”

Ci siamo emozionati all’arrivo dei primi amici, li abbiamo accolti con il sorriso, mentre sulle terrazze più alte della struttura sventolavano già le bandiere dell’Ac. L’immagine serena di Pier Giorgio Frassati Santo, sembrava darci il benvenuto e quasi ci anticipava che questo campo sarebbe stato un’avventura di fede e fraternità, una salita – simbolica – sul Monte. 

«Sei salito anche tu fin qui?» è stata infatti la domanda del primo gioco di accoglienza, ovviamente a tema! Così ci siamo divertiti tutti insieme e siamo entrati in sintonia, creando fin da subito una bella atmosfera.

Nel frattempo alzavamo spesso lo sguardo al cielo, con trepidazione e attesa. Le nuvole lo rendevano grigio e sembravano voler rovinare i nostri piani per la serata, ma non abbiamo mai smesso di sperare. Infatti, poi, il cielo si è fatto sempre più terso e, arrivata la notte, sono apparsi tanti piccoli puntini luminosi. Sotto lo stesso cielo, rivolti verso l’alto, abbiamo ammirato le stelle! Non c’era modo migliore per presentare il nuovo cammino dell’Acr. È tra le stelle, infatti, che si trova la Stazione spaziale internazionale (ISS), ambientazione dell’itinerario formativo. “C’è spazio per te!” ci fa sentire parte di un grande progetto, di una comunità dove nessuno è escluso, dove c’è spazio per ogni presenza e contributo, dove tutti si sentono accolti e voluti bene così come sono. Ringraziamo Marco e Stefano, amici dell’Agesci, che ci hanno raccontato storie, miti, leggende, curiosità e segreti di stelle, costellazioni e galassie. Abbiamo studiato e osservato il cielo con un astrolabio e un binocolo.

Anche noi, piccoli nella vastità meravigliosa dell’Universo, abbiamo trovato il nostro spazio. A Lui e alle stelle abbiamo affidato pensieri, desideri, paure, ansie, speranze e preghiere. 

La prima giornata di campo si è conclusa con gli occhi pieni di bellezza luminosa e con calde tisane sorseggiate in compagnia tra risate e racconti. 

La sveglia del sabato è suonata presto. Il sole della prima mattina iniziava a riscaldare l’aria e a tingere d’oro i Monti Sibillini. Cornice perfetta per recitare le lodi e iniziare al meglio questa giornata importante e ricca, cuore del campo. Ci hanno raggiunto, infatti, anche altri soci e amici di Ac. 

È stata con noi Suor Cinzia Fiorini, Assistente regionale dell’Acr; con lei abbiamo approfondito l’icona biblica di questo nuovo anno associativo: il Vangelo della Trasfigurazione (Mt 17, 1-9). Attraverso questo passo, come in una pedagogia divina, Gesù ci educa: ci racconta la bellezza dell’incontro con Cristo (cfr. “È bello per noi essere qui”), ci aiuta a comprendere la Resurrezione, ci invita ad affidarci e ad ascoltare la Parola, ci insegna a scendere dal Monte, perché questa è la nostra vera e più difficile missione. 

La montagna ci ha accompagnato in questi tre giorni. Si tratta di un luogo simbolico, quello dell’incontro profondo con Dio, intimo, lontano dal rumore e dalla quotidianità. È così che anche Pier Giorgio Frassati considerava e viveva le sue amate montagne. L’esperienza forte e bella della montagna ci cambia e, trasfigurati, dobbiamo scendere. Abbandoniamo la logica umana che ci fa desiderare di rimanere in cima, con le tende piantate, e cerchiamo di abbracciare la logica divina, lontana dalla sola contemplazione e vicina, invece, all’azione, al cammino, alla condivisione dell’esperienza con gli altri, nel mondo, nella vita. 

Abbiamo vissuto, poi, un forte e intenso momento personale  di meditazione e riflessione. Ci siamo lasciati interrogare dalla Parola ascoltata per indagare la nostra spiritualità, la relazione educativa e la missione. Nel corso della fase successiva, quella della condivisione, sono emerse tante, profonde e alte risonanze.

Le attività del pomeriggio sono riprese leggendo un passo del libro Di santa ragione (Gitto, Martinelli, Zardi, Ave, Roma 2025). Non si tratta di un libro su Pier Giorgio Frassati ma con Pier Giorgio Frassati. Infatti, a partire dalle storie di vita raccontate tra le pagine, abbiamo ragionato sulla nostra vita con Pier Giorgio. Lo abbiamo fatto attraverso esperienze laboratoriali davvero appassionanti e che ci hanno interrogato nel profondo. Abbiamo ragionato sugli aspetti della vita di Pier Giorgio che continuano a coinvolgerci: lo studio e il lavoro, le relazioni, il bene comune e la spiritualità. Ci siamo chiesti: nelle nostre vite, quanto spazio hanno queste dimensioni?

Gli Adulti sono stati guidati da Enrico Michetti, Consigliere nazionale del Settore Adulti. I Giovanissimi e i Giovani, invece, sono stati accompagnati da Marco D’Elia, Consigliere nazionale del Settore Giovani. Tutto, dall’allestimento del setting ai contenuti della proposta, è stato pensato e realizzato nei minimi dettagli. Eravamo tutti lì per prenderci cura gli uni degli altri e ascoltarci.

Con Marco è nato fin da subito un bel legame: semplice, giovane, autentico, spontaneo. Ha trascorso con noi tutti e tre i giorni; ci siamo scambiati racconti di storie e curiosità personali e associative (tra studio, lavoro, passioni e responsabilità), abbiamo cantato e giocato insieme fino a notte fonda e abbiamo condiviso un po’ di quotidianità, come si fa con gli amici di sempre. Di lui ora sappiamo anche che ama mangiare i biscotti al burro! 

Molto intensa è stata la Veglia di preghiera “In cordata”. Ci hanno accompagnato le parole delle lettere di Pier Giorgio e la sua testimonianza di ordinaria santità. Siamo stati lì, in contemplazione, di fronte a Gesù Eucaristia, davanti alle nostre Montagne. Lì, in cima, dove la Terra tocca il Cielo, dove Dio tocca l’uomo, la storia di Pier Giorgio è diventata una storia di Santità. Anche noi ci siamo lasciati toccare, non ce l’abbiamo fatta solo con le nostre forze ma rimanendo aggrappati alle corde che Dio ci tende per accompagnarci Verso l’alto. Con la certezza di non essere soli in cordata, si è conclusa questa giornata speciale. 

Domenica: ultimo giorno, ma non per questo meno interessante e ricco! Dopo le lodi e la colazione, abbiamo dato avvio alle attività della mattina. Come fili rossi che continuamente si intrecciano e poi si dipanano, abbiamo parlato di impegni: impegni su cui riflettere e da realizzare una volta scesi a valle. Ci siamo lasciati provocare, ancora una volta, dalle parole di Pier Giorgio Frassati agli studenti tedeschi in seguito all’occupazione della Ruhr: un invito a non rassegnarsi davanti alle difficoltà e a credere che ciascuno di noi – giovani, adulti, soci di Ac, persone – può e deve fare la sua parte. Nei laboratori tematici abbiamo riflettuto sull’impegno concreto da assumere per il bene comune: accanto agli ultimi, nella politica, nel sociale. Lo abbiamo fatto in compagnia rispettivamente di Giorgio Rocchi, direttore della Caritas di Ascoli Piceno, Angelo Procaccini, Consigliere comunale di Ascoli Piceno e Andrea Scartozzi, dell’AVIS di Grottammare. Tutti e tre hanno raccontato come la loro esperienza associativa li abbia portati a prendersi e a vivere consapevolmente un impegno nella vita, nel quotidiano, così da rendere incarnato e vissuto il Vangelo. Condividendo i nostri punti di vista e facendo risuonare in noi le testimonianze, abbiamo lasciato che il nostro sguardo prendesse direzioni diverse e più alte. 

La mattinata si è conclusa con la celebrazione della Messa. Don Lanfranco, Assistente unitario, ci ha lasciato cinque chiari consigli per affrontare la discesa: convertire ogni desiderio in stupore; incarnare la visione in realtà; cambiare la postura; contagiare il Non temete; trasformare la distanza in frequentazione. E poi un simbolo come mandato finale: uno specchio, oggetto in grado di riflettere la luce. Nell’immagine riflessa vediamo il nostro volto; come il volto trasfigurato di Gesù sul monte, anche il nostro può essere trasformato e riflettere la luce di Dio nel mondo. 

E prima di ripartire? Ultime foto da scattare sul set preparato appositamente con astronauti, razzi e navicelle spaziali per prepararci al grande lancio dell’Acr. Ultimi acquisti al Banco Ave, sempre aperto in questi giorni, per acquistare novità editoriali, libri, testi e guide e curare sempre la formazione personale. Ultimi appunti e approfondimenti sulla mostra di Ac “Conosci Pier Giorgio”, allestita lungo i corridoi centrali della struttura che ci ha ospitato.

Ringraziamo i cuochi Marco, Mario, Silvano e Graziella che con grande dedizione ci hanno preparato sempre ottimi pranzi, cene e merende: il buon cibo ha reso ancora più piacevoli i momenti di convivialità, preziosi perché uniscono, ci fanno sentire a casa e creano fraternità.

Ringraziamo tutte le persone che hanno accolto l’invito e hanno partecipato a questo campo diocesano. Vivendo questa esperienza insieme abbiamo avuto l’opportunità di riscoprirci Amici, di cammino e di cordata, “quelli che non hanno nulla, ma danno tutto” (P. G. Frassati).
È stato davvero bello per noi essere qui! Così bello che, arrivato il momento dei saluti, è quasi sorto in noi il desiderio di restare, piantare le tende come avevano proposto i discepoli. Invece no: con lo zaino in spalla, abbiamo ripreso il cammino. Con più entusiasmo e consapevolezza, trasfigurati dalla bellezza dell’Incontro, scendiamo dal Monte per “incarnare la visione in realtà”, come vuole Gesù, come ha fatto Pier Giorgio.

Materiali del campo