di: Samantha Chiarini
Domenica 30 novembre 2025 si è svolta una giornata di grande significato presso l’Ipercoop Centro Portogrande di Porto d’Ascoli.
Come ogni anno, in occasione delle festività natalizie, il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica diocesano ha a cuore l’allestimento dell’Albero della Sicurezza che, nato da un’opera d’arte ideata dal Maestro Francesco Sbolzani, e che il MLAC e la fondazione “Sosteniamoli subito” dell’ANMIL stanno promuovendo in tutta Italia, è interamente assemblata con caschetti da lavoro.
L’Albero della Sicurezza, e la sua collocazione, si trasforma quindi in un monito visibile e toccante per ricordare a tutti l’importanza di non abbassare mai la guardia sulla sicurezza in ogni ambiente professionale.
Quest’anno l’inaugurazione dell’Albero, è stato il gesto simbolico e potente che ha aperto un’importante manifestazione: “Disarmare il cuore anche a lavoro”, che ha posto l’attenzione sui fondamenti del benessere e della sicurezza professionale.
Durante la stessa si è svolto il convegno guidato dalla Dott.ssa Rita Insalata, psicologa e psicoterapeuta, che ha posto l’attenzione del pubblico sul delicato tema dei conflitti, con l’obiettivo di permettere ai partecipanti di comprendere la violenza sul lavoro, riconoscerne i segnali d’allarme e, soprattutto, apprendere strategie efficaci per la sua prevenzione e gestione.
La Dott.ssa Insalata ha subito chiarito che cosa si intende per violenza sul lavoro, oltre agli episodi clamorosi essa può passare anche attraverso un insieme di comportamenti aggressivi (come minacce, molestie, abusi psicologici…) altrettanto pericolosi che in genere sono molto più diffusi di quanto si possa immaginare, a volte anche nei settori lavorativi più inaspettati come quello della sanità e dei servizi pubblici.
Si è parlato delle conseguenze di questo fenomeno che si estendono all’intero ambiente organizzativo come: stress, assenteismo, conflitti, peggioramento generale della performance, e dei fattori individuali ed ambientali dello stesso che possono rendere le persone più vulnerabili sia come vittime che come potenziali autori di condotte aggressive.
Interessante è stata la riflessione che ha portato a rilevare come di fondamentale importanza, per spezzare il “Ciclo della Violenza”, torni ad essere una cosa a cui dovremmo aspirare, come laici impegnati nell’annuncio della fede cristiana, è cioè la disponibilità di mettersi in comunicazione con l’altro con Assertività, nel rispetto cioè di sé stessi e della persona che abbiamo dinanzi, e soprattutto in ascolto di lei, un Ascolto Attivo che implichi accoglienza, empatia e assenza di giudizio.
A questo punto è stata sottolineata la grande utilità della conoscenza delle Tecniche di Comunicazione e della Gestione delle Emozioni, del loro riconoscimento e regolazione, per evitare reazioni impulsive.
Come sperimentiamo anche noi nella famiglia di AC, di fondamentale importanza rimane la forza della relazione e il ruolo vitale che può avere il gruppo nel supporto reciproco e nella collaborazione, per la gestione delle criticità e proteggersi dall’aggressività.
L’iniziativa in sostanza, ha voluto lasciare un messaggio chiaro: prevenire la violenza non è un compito solitario e non è questione del solo individuo interessato, ma richiama ad una consapevolezza e una responsabilità comune per un agire condiviso.
Come ricordato dalle parole di Michael Jordan citate in chiusura, “Il talento fa vincere le partite, ma l’intelligenza e il lavoro di squadra fanno vincere i campionati“, la vera sicurezza sul lavoro, quindi, risiede nella capacità di “disarmare il cuore” per costruire insieme un clima di fiducia e benessere per tutti.









