Verso l’alto!

Il 2025 non poteva concludersi senza fare memoria di una tappa fondamentale per il cammino dell’Azione Cattolica: il convegno nazionale unitario per educatori ed animatori tenutosi a Riccione dal 5 al 7 dicembre. Intitolato: “Verso l’alto, per una scelta educativa fedele al Vangelo e alla vita”, l’evento ha trasformato una località di mare in un luogo di profonda elevazione spirituale, formativa e umana.

Dodici partecipanti della nostra associazione diocesana hanno vissuto questa esperienza, descrivendola non solo come un evento numerico — con i suoi 1.700 volti presenti — ma come un vero “abbraccio corale” capace di rigenerare il senso di appartenenza associativa.

Un’esperienza di Casa e Famiglia

Per molti, il convegno è stato innanzitutto un ritrovarsi. Lucia Pelliccioni sottolinea come l’AC, pur nella sua grandezza, sia capace di farsi “casa e famiglia”, rendendo emozionante il confronto su un verbo delicato e democratico come l’educare, e torna a casa con il cuore colmo di gratitudine per i nuovi spunti formativi ricevuti, da far germogliare, che hanno dato profondità e senso nuovo al proprio servizio educativo.

Janet Chiappini ricorda la bellezza di “riconoscersi” tra sconosciuti, camminando verso le diverse plenarie, un segno di un’associazione letteralmente in cammino, chiamata ad andare incontro a chi viene considerato ai margini delle nostre comunità, sapendo cogliere le loro ferite e le loro sconfitte.

Per Angela Pagani, sono stati giorni di ricarica in cui sentirsi uniti da un “filo rosso” intergenerazionale che ha come meta comune il prendersi cura del seme  che germoglia, per essere artigiani di relazioni significative.

L’Educazione dunque come un Impegno per tutte le età!

Il tema educativo ha attraversato ogni momento del convegno, superando i confini generazionali.

Adulti e lavoro: Andrea Persiani evidenzia come l’educazione coinvolga profondamente il mondo adulto, specialmente in ambiti come il lavoro, dove è necessario investire per restituire dignità alla persona alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa.

Allo stesso tempo essa richiede una collaborazione sempre più stretta tra i diversi settori dell’Azione Cattolica, per costruire insieme e in modo più incisivo questo sogno comune.

Proposte “liquide”: Sonia Pezza riflette sulla necessità di offrire proposte capaci di prendere forma in base alla persona incontrata, tenendo insieme il Vangelo con la vita quotidiana.

Abitare la complessità: Bruno Antonini riporta l’invito a un’educazione “incarnata e mobile”, capace di uscire dalle aule del catechismo per intercettare le persone nei loro spazi reali e digitali.

I Punti Fermi, aggiunge, sono stati: Fragilità, Sinodalità e Sicurezza; da questi sono emersi alcuni pilastri fondamentali per il servizio futuro.

La Bellezza del Limite: La fragilità dell’educatore non è un ostacolo, ma il luogo dove Dio agisce; non serve essere “supereroi”, ma testimoni autentici.

Tutela e Responsabilità: È stato ribadito l’impegno per la prevenzione degli abusi, affinché l’associazione sia sempre una “casa sicura” per i minori e i più vulnerabili.

Unità e Sinodalità: La collaborazione tra i settori (ACR, Giovani, Adulti) è essenziale per dare incisività all’azione educativa.

Uno Sguardo al Futuro.

Tornare a casa da Riccione significa, come suggerisce Paola Di Felice, imparare la “poesia della vita”, fatta di soste necessarie per recuperare la lucidità utile a ri-allineare le scelte ai propri veri valori e bisogni. Significa inoltre rimettere al centro la cura della vita spirituale e della dimensione comunitaria: l’importanza di accompagnare e farsi accompagnare

L’esperienza ha lasciato la consapevolezza che “insieme si può fare” e che è possibile trasformare l’entusiasmo di quei giorni in fedeltà quotidiana.

In conclusione, “Verso l’alto” non significa fuggire dal mondo, ma, come riassume Bruno Antonini, “tornare verso l’alto partendo dal basso“, guardando la realtà con gli occhi di Dio e continuando a seminare con pazienza.