Di: Samantha Chiarini
Fare “Spazio” alla Pace! È stato questo l’obiettivo del pomeriggio di festa vissuto lo scorso sabato 7 febbraio. Già dai giorni precedenti, Piazza Nardone aveva iniziato a trasformarsi in una vera Stazione Spaziale, accendendo la curiosità dei passanti e degli abitanti della zona intorno alla Cattedrale della Marina. Il centro di San Benedetto del Tronto si è poi riempito dei colori e dell’entusiasmo di centinaia di bambini e ragazzi, desiderosi di “vedere” quanto di nuovo e di sorprendente fosse stato allestito per loro.
Nonostante la minaccia della pioggia, la piazza e le vie del centro hanno brillato di vita. Numerosi gruppi di ragazzi ed educatori, provenienti dalle parrocchie della diocesi, hanno accettato la sfida di trasformarsi in “astronauti della fraternità” mettendosi in gioco in un grande laboratorio di pace “oltre i confini”.
Divisi per fasce d’età, tra diverse sedi e palestre limitrofe, i partecipanti hanno ascoltato la testimonianza della bellezza dello sguardo dall’alto: quella visione tipica degli astronauti che, dall’orbita spaziale, non vede frontiere ma chiede semplicemente di fare squadra e di cooperare per il bene e la sopravvivenza della grande famiglia umana. Attraverso il gioco, hanno conosciuto il “Messaggio per la LIX Giornata Mondiale della Pace” di Papa Leone XIV, imparando a:
- Sussurrare parole di pace.
- Costruire ponti di relazione.
- Disarmare simbolicamente il cuore del mondo.
- Portare luce.
Nella seconda parte della festa, siamo saliti in orbita, a bordo di un’originale Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Accompagnati da due simpatici astronauti, i ragazzi hanno potuto: inviare cartoline di pace al mondo tramite la S-PACE POST, trasformare le parole ostili in pensieri di luce, allenarsi in “orbita” e scrutare l’universo attraverso un tecnologico pannello di controllo.
Uno dei momenti più emozionanti è stato il concerto che ha preceduto la celebrazione della santa messa. Abbiamo avuto il piacere di accogliere l’orchestra del “Coro delle Mani Bianche” di Avezzano: un gruppo straordinario che, tra musica e gesti, ha trasmesso calore e gioia, accompagnandoci poi a vivere l’Eucaristia con un’intensità unica.
La Cattedrale di Santa Maria della Marina è apparsa quasi piccola di fronte alla marea di ragazzi, giovani e adulti che l’hanno animata con canti e gesti. Durante la messa, don Lanfranco (assistente unitario) ci ha invitati a desiderare una pace che parta dal cuore.
“Guardare il mondo dall’alto significa cambiare prospettiva: scorgere la magnificenza della natura, una distesa sconfinata di colori e bellezza, ci aiuta a dare il giusto valore alle relazioni. Solo così, convertendo il cuore all’essenzialità di Dio possiamo essere davvero ‘sale e luce’ della terra.”
Un ringraziamento di cuore a tutti coloro che si sono spesi per la realizzazione di questa imponente esperienza. Come in un puzzle, ogni tassello — richieste, autorizzazioni e passaggi burocratici — si è incastrato perfettamente grazie a una collaborazione solidale e gioiosa tra giovani e adulti, già in sé una storia di cooperazione e di pace cominciata prima della festa. Nessuno si è risparmiato nella cura dei dettagli: dalla logistica della cucina all’allestimento dei punti gioco, dall’addobbo delle vie del centro fino alla trasformazione della Piazza in una fantastica Stazione Spaziale e della fontana in un coloratissimo missile di Pace. Grazie a chi ha curato l’amplificazione, a chi ha reso possibile l’emozionante concerto e, soprattutto, ai bambini, ai ragazzi e agli educatori che hanno partecipato con un’energia contagiosa, diventando il vero motore di questa bellezza.
Torniamo a casa con il bagaglio ricco di una nuova avventura, consapevoli che il nostro percorso non si ferma qui: il Mese della Pace prosegue con i prossimi appuntamenti diocesani, ma soprattutto, con l’impegno quotidiano di interrogarci sul senso e valore di questo dono, di cui ognuno di noi è responsabile e testimone






















