Progetto “Casa Mia” – Omphalos

Durante il Mese della Pace di quest’anno abbiamo avuto l’occasione di “camminare” insieme a due importanti associazioni che operano sul nostro territorio: Libera contro le mafie”nello specifico con il coordinamento di Ascoli Piceno e Omphalos ODV Autismo e Famiglie”, che ci hanno accompagnato nelle iniziative di pace, organizzate nei diversi settori, permettendoci di apprezzare il prezioso impegno che esse svolgono ogni giorno, in modalità diverse, per la difesa del bene comune, della giustizia e a sostegno dei diritti dei più deboli. 

L’iniziativa di solidarietà diocesana di quest’anno dunque mira a supportare il “Progetto Casa Mia” che li riguarda e che viene illustrato di seguito. 

In forza della legge 109 del 1996, che prevede il riuso sociale dei beni sottratti alle organizzazioni criminali, per la quale l’associazione Libera si è sempre battuta fin dalla sua nascita con una campagna promossa per “restituire il maltolto” alla società, la Prefettura ha assegnato uno di questi immobili confiscati nel nostro territorio all’associazione Omphalos per realizzarci il progetto di uno spazio di accoglienza dedicato a ragazzi affetti da autismo, dove questi possano svolgere laboratori ed attività nell’ambito di percorsi tesi allo sviluppo dell’autonomia, e gli spazi per il “Dopo di noi” con l’obiettivo di garantire una vita futura in assenza del sostegno dei genitori. 

Per poter mantenere la proprietà di questo bene tuttavia l’associazione ha per legge un termine di scadenza entro il quale avviare necessariamente la prima parte dei lavori di ristrutturazione i quali richiedono un notevole  investimento economico finanziario. 

Come Azione Cattolica diocesana vogliamo contribuire a realizzare il sogno delle famiglie di questi ragazzi e possiamo farlo attraverso una raccolta fondi per l’acquisto di una lavatrice, che entrerà in dotazione di questa casa e sarà necessaria per il percorso di sviluppo dell’autonomia dei ragazzi; in questa raccolta potranno eventualmente confluire anche le quote di chi, non potendo partecipare al pranzo solidale, vorrà comunque lasciare un’offerta a sostegno del progetto. Lasciamo a voi la scelta delle idee e delle modalità migliori per coinvolgere tutta la vostra associazione e raccogliere una cifra anche simbolica, che però rappresenta la volontà di esserci e sostenere un servizio che ricadrà sul nostro territorio.

Certi di poter confidare nella sensibilità che da sempre ci contraddistingue come grande famiglia in cammino, attenta alle fragilità dei nostri fratelli e alle esigenze della realtà che abitiamo, chiediamo di farvi portavoce il più largamente possibile di questa nostra iniziativa di solidarietà, sollecitando una partecipazione attiva, al fine di poter tradurre, la nostra vicinanza in concreto e reale sostegno.