di: Leonardo Curzi
Papa Francesco ripeteva spesso che il nostro mondo vive una “terza guerra mondiale a pezzi” e, mai come oggi, queste parole risultano dolorosamente attuali. È anche per questa ragione che noi Giovani di AC, all’interno del programma del Mese della Pace, che come ogni anno prende spunto dal Messaggio del pontefice, abbiamo scelto di vivere una serata che ci permettesse di comprendere quali sono le cause profonde che alimentano i conflitti e allargano i divari tra i popoli e le persone.
Lo abbiamo fatto realizzando la “Cena dei Popoli”, una delle attività più conosciute del Sermig di Torino, luogo di pace disarmata e disarmante. Abbiamo simbolicamente cenato con l’intera popolazione mondiale. Infatti, ognuno di noi è diventato membro di un popolo, di una fascia di popolazione, rispettando quelle che sono le proporzioni che esistono davvero nel mondo tra pochissimi uomini molto ricchi e moltissimi che, invece, vivono in condizioni di estrema povertà. Arrivato il momento della cena, i ragazzi hanno capito il perché di quella divisione. I pochi fortunati seduti su ricche tavole imbandite hanno ricevuto quasi tutte le risorse, mentre la stragrande maggioranza delle persone, sedute a terra, si è dovuta accontentare di poca pasta scondita. A questo punto abbiamo agito come ci sembrava giusto e abbiamo scelto cosa fare (o non fare!). Mossi da un senso di disagio e ingiustizia nato dalla squilibrata ripartizione delle risorse, abbiamo spostato piatti, cambiato posto e preso la nostra porzione dagli avanzi dei “ricchi”. Proprio da questo gesto, quasi istintivo, grazie all’aiuto di don Luca Censori, abbiamo compreso il significato profondo di quanto vissuto poco prima. È stata un’esperienza concreta e di impatto che ci ha permesso di riflettere sul fenomeno della distribuzione mondiale del cibo e delle ricchezze ma anche sui comportamenti della società.
Osservando e analizzando i dati mondiali e locali, abbiamo capito che quella ripartizione non era affatto esagerata perché nel mondo le risorse davvero sono distribuite in modo estremamente disuguale. Mentre c’è chi muore di fame ogni giorno, altri possono permettersi di sprecare tonnellate di cibo. Non possiamo pensare che questo non sia collegato alla Pace. Questa, infatti, si può realizzare veramente solo dove la giustizia – anche sociale – prevale sui soprusi e sulla legge del più forte. “E noi?” – ci siamo domandati. A noi spettano responsabilità e consapevolezza. Ognuno può fare qualcosa, senza sensi di colpa, risvegliando le coscienze e “puntando il dito su noi stessi”, come diceva Ernesto Olivero.
La nostra serata “La Pace non si spreca” si è conclusa con un intenso momento di preghiera al termine del quale abbiamo donato alla Caritas della Parrocchia Madonna della Speranza dodici litri di olio. Il contributo di ciascuno di noi ha reso possibile questo piccolo gesto. Un semplice segno che ci ricorda come un sacrificio, anche minimo, se fatto da tutti, possa rendere migliore e più giusto il mondo che ci circonda.
Ringraziamo di cuore don Luca Censori (Incaricato per la Pastorale Giovanile e Assistente dell’Azione Cattolica dei Ragazzi della diocesi di Ascoli Piceno) per aver guidato con precisione e profondità l’esperienza e la Parrocchia Madonna della Speranza di Grottammare per l’accoglienza, la disponibilità e il supporto.










