Cieli nuovi e terra nuova

di: Lucia Pelliccioni


Un po’ per la distanza, un po’ per le strade interrotte o chiuse, il viaggio verso Force ha richiesto pazienza e tempo. Eppure, proprio dentro queste piccole difficoltà, è emerso con forza il desiderio di esserci, di raggiungere quella meta, di non rinunciare. In fondo, già il viaggio è sempre parte dell’esperienza.

L’11 e il 12 aprile, nella splendida cornice del borgo di Force, nel cuore delle colline marchigiane, abbracciati dai Monti Sibillini ancora innevati, un gruppo di ragazzi dell’ACR della diocesi, accompagnati dai loro Educatori, hanno vissuto un intenso fine settimana di spiritualità dal titolo “Cieli nuovi e terra nuova”. Ci siamo lasciati guidare dalla luce del tempo pasquale e dal desiderio di riscoprire, insieme, la bellezza di una vita rinnovata.

Dopo essersi ritrovati presso la Chiesa di San Francesco, accompagnati da don Silvio – assistente diocesano per l’Acr – i ragazzi hanno ascoltato la Parola. Abbiamo scelto di approfondire un passo della prima lettera di San Pietro Apostolo (1Pt 1,3-9). Don Silvio si è fatto portatore dell’annuncio cuore della Pasqua: una speranza viva, donata dalla risurrezione di Gesù.

Quelle parole hanno aperto uno sguardo nuovo: la speranza, forza concreta, ci sostiene nelle difficoltà, attraversa le prove e non si spegne mai. Una speranza che nasce dall’incontro con Cristo risorto e che permette di guardare alla propria vita — anche nelle sue fragilità — con fiducia e coraggio. Dobbiamo ricordarci che “La nostra vita è bella!”.

La piccola catechesi ha aiutato i ragazzi a rileggere la propria vita alla luce di questo modello, invitando ciascuno a riconoscere le “azioni belle” che costruiscono cose nuove, trasformano, fanno rinascere.

Il cammino è poi proseguito per le vie di Force, trasformando il paese stesso in luogo di riflessione e scoperta. Davanti al Comune, segnato dai lavori di ricostruzione dopo il terremoto, nella piazza dove domina una grande gru, i ragazzi hanno sostato per interrogarsi proprio sul significato della rinascita: non qualcosa di immediato o scontato, ma un processo che richiede tempo, fiducia e collaborazione. La vista panoramica che si apre da quel punto è diventata simbolo di uno sguardo nuovo, capace di andare oltre le ferite, specchio della grandezza e della bellezza del Signore.

Nel parco, il percorso ha assunto una forma ancora più concreta: attraverso un’attività semplice ma significativa, i ragazzi hanno lasciato dei “messaggi di rinascita”, parole di speranza e bellezza. Un gesto carico di significato: seminare nel quotidiano tracce di bene, con la consapevolezza che qualcuno le incontrerà.

Il pomeriggio è proseguito tra momenti di gioco, divertimento e fraternità.

Dopo la “Missione in albis”, un coinvolgente gioco di squadra, la serata si è conclusa con un momento molto intenso e significativo, guidato da Simone, seminarista della nostra diocesi e nostro caro amico di Ac.

La preghiera della sera, infatti, è iniziata nel buio della chiesa, con una sola luce accesa: quella del cero pasquale, segno di Cristo Risorto che vince le tenebre. Ciascuno, poi, è stato segnato con un segno bianco sulla fronte: un gesto che richiama la domenica in albis e sa di appartenenza, perché chi è di Cristo porta su di sé il segno del mondo nuovo. Non siamo più nella notte, ma illuminati da Lui, chiamati a custodire e diffondere quella luce che non si spegne. Poco a poco, poi, attingendo dal cero pasquale, i ragazzi hanno acceso le loro candeline, per prendere parte, tutti insieme, alla trasformazione: dal buio alla luce, dalla paura alla fiducia, dal male alla pace, dalla morte alla vita. 

La mattina successiva, i ragazzi hanno condiviso con i loro compagni quello che li aveva più colpiti del giorno precedente, affidando tutto, durante le lodi, al Signore. Abbiamo partecipato, poi, alla Celebrazione Eucaristica, vissuta insieme alla comunità di Force e a don Luca.

Infine, ci siamo ritrovati nella ‘sala Arcobaleno’ per le conclusioni  dell’esperienza e la consegna del gadget: una matita esternamente nera ma all’interno tutta “arcobaleno”. Con i colori, nonostante fatiche e difficoltà, possiamo scrivere storie nuove. 

Il dono più grande di questi due giorni: essere consapevoli che siamo noi i veri costruttori di Cieli nuovi e Terra nuova, uniti da un grande arcobaleno, testimonianza che solo l’Amore crea, solo l’Amore trasforma.

Ringraziamo di cuore l’Azione cattolica di Force, don Luca Rammella, il Sindaco Dott. Lupi e tutta la comunità per la splendida accoglienza, la disponibilità e generosità. Ci siamo sentiti a casa! Un grazie speciale anche ai ragazzi di Force che hanno condiviso queste belle giornate con noi, rafforzando legami e amicizie.