Custodire la speranza

di: Samantha Chiarini

Dal 12 al 14 giugno, una delegazione della nostra associazione diocesana – composta da membri del Consiglio e del Comitato Presidenti – ha vissuto a Roma l’ultima tappa del percorso “Custodire la Speranza”. Promosso dalla presidenza nazionale, l’itinerario era iniziato lo scorso autunno con una serie di webinar che hanno stimolato il confronto sullo stile del nostro servizio e sulla sua capacità di generare speranza nelle comunità.

Questo cammino, che ci ha profondamente interrogato, è culminato nell’ultimo degli Incontri Territoriali nazionali. L’obiettivo? Tirare le somme del lavoro diocesano, metterlo in comune con le altre realtà d’Italia e riscoprire la bellezza della corresponsabilità applicata alla quotidianità dei nostri territori.

Guidati dalla Presidenza nazionale, abbiamo aperto il weekend interrogandoci sul presente della nostra missionarietà attraverso tre parole chiave: fidarsi, condividere e generare. Ci siamo chiesti quanto il nostro “Sì” all’Azione Cattolica ci aiuti a vivere il Battesimo “per” il mondo, trasformando l’impegno personale (l’IO) in una testimonianza comunitaria (il NOI). Su questa scia, l’intervento del sabato mattina della dott.ssa Assunta Steccanella (docente di Teologia pastorale e vice presidente della Facoltà Teologica del Triveneto) ha ricordato come il Battesimo determini il nostro “DNA spirituale”, rendendoci discepoli missionari. Il compito di ogni educatore è proprio questo: aiutare gli altri a riconoscere e mettere a frutto questo patrimonio di doni, in un cammino di ascolto dello Spirito e di costante apertura verso il prossimo. Molto stimolante è stato anche il dialogo con la dott.ssa Barbara Funari, Assessora alle Politiche Sociali e alla Salute del Comune di Roma, che ha declinato queste riflessioni in chiave civile e attraverso esperienze concrete di sussidiarietà.

Le celebrazioni eucaristiche quotidiane ci hanno offerto intensi momenti di raccoglimento. Il cardinale Reina si è soffermato sulla figura di Maria, indicandola come il più alto esempio di custode della speranza: con la sua memoria silenziosa e paziente, Maria ci insegna a leggere la storia con gli occhi di Dio, affidandoci alla Sua promessa. Mons. Giuliodori ha invece ricordato che la nostra esistenza è un dono di grazia permanente fin dalla nascita, un mistero da custodire con “memoria grata” per orientare la vita con pienezza e riflettere la luce di Cristo sugli altri.

Nel pomeriggio di sabato 13, lo spazio è stato dedicato ai laboratori. Il confronto attivo tra i diversi membri dei consigli territoriali è diventato una preziosa opportunità di scambio su idee e stili di servizio. Partendo dagli spunti del Progetto Formativo e dalle buone pratiche di progettazione solidale, abbiamo provato a guardare oltre l’orizzonte per tradurre il nostro servizio in nuove proposte concrete.

Non sono mancati i momenti di socialità e fraternità. Una divertente caccia al tesoro notturna tra le vie del centro storico ci ha spinto “in missione” alla scoperta degli scorci più suggestivi di Roma. Domenica inoltre, prima del rientro, abbiamo vissuto un affascinante tour fuori programma presso le Domus Romane di Palazzo Valentini, un’immersione straordinaria nella storia della città.

Siamo tornati a casa, come dopo ogni esperienza in Azione Cattolica,  arricchiti a livello umano e spirituale, pronti a far germogliare nuove iniziative nelle nostre comunità. Come ci ha raccomandato il Presidente nazionale Giuseppe Notarstefano, dobbiamo custodire questo bagaglio con l’entusiasmo e lo sguardo curioso di un bambino. La fatica non deve scoraggiarci: essa è come l’“olio” che consacra il nostro cammino quotidiano di cristiani, necessario per raggiungere le mete più importanti.

Il mandato per il futuro è chiaro: non abbandonare mai lo stile sinodale – capace di valorizzare la diversità dei carismi – e continuare a “dire bene” di questo tempo, perché anche oggi il Signore sta facendo nascere cose nuove e buone per noi.