Che tratto!

Otri nuovi per comunità che generano!

di: Paola Di Felice

Come ormai da diversi anni, l’appuntamento del nostro campo diocesano, a settembre, chiama tutti i soci a ritrovarsi a Casa gioiosa di Montemonaco, per riprendere, dopo la pausa estiva, il cammino in modo unitario.

 “Che tratto!  Otri nuovi per comunità che generano” dall’11 al 13 settembre, ha preso forma.

Abbiamo aperto il weekend, nel pomeriggio di venerdì, con la preghiera dei vespri, per poi passare al dopocena che ci ha visti protagonisti di un momento laboratoriale con il quale ci siamo immersi nell’iniziativa annuale dell’Acr.  Per realizzarlo è stata con noi Valeria Pignotti, specializzata in illustrazione e animazione. L’esperienza, attraverso albi illustrati, matite e colori, è stata dedicata al linguaggio delle immagini: ogni tratto può raccontare, trasformare …generare.

Abbiamo sperimentato come lo sguardo e il gesto, in questo caso grafico, di ognuno di noi, racconta la nostra storia unica e personale, ispirandoci, proprio come ci chiede la sequela – categoria del cammino Acr di quest’anno – ad essere sempre più fedeli a ciò che siamo, plasmati dal Vangelo.

Un momento divertente ma anche profondo e significativo che ha dato vita a piccoli grandi capolavori. Impossibile non esclamare “Wow, che tratto!”

La mattina di sabato, dopo la preghiera delle lodi siamo stati accompagnati da Don Francesco Bollettini tra le righe dell’icona biblica di quest’anno che richiama l’importanza di fare spazio al “vino nuovo in otri nuovi” (Mc 2,18-22).

Grazie alle sue profonde provocazioni, abbiamo avuto modo di rileggere la vita associativa alla luce di questa Parola, restituendocela con una veste generativa e di speranza missionaria, per poter essere quegli otri davvero capaci di accogliere la novità di Cristo che ci scomoda sì, ma è la sola che ci permette di vivere in pienezza.

A seguito di questo intervento, abbiamo avuto un momento di deserto, per far risuonare dentro  le parole del Vangelo alla presenza dello Spirito.

Successivamente, nel pomeriggio di sabato, il settore Adulti ha vissuto un momento di approfondimento e confronto con Dalila Ardito, membro Adulti del Consiglio nazionale, che ci ha raggiunto dalla Sicilia.

Il giovani e giovanissimi partecipanti invece hanno vissuto l’incontro con Giovanni Ziarelli, membro dell’equipe nazionale del Settore Giovani e responsabile nella diocesi di Orvieto Todi.

Dopo un primo tempo di ascolto, sui tre verbi caratterizzanti il cammino assembleare che vivremo nei prossimi mesi: custodire, rinnovare e sperimentare, adulti e giovani, separatamente si sono divisi a piccoli gruppi in tavoli apparecchiati con qualche spuntino per rendere il clima accogliente e conviviale.

Mentre gli adulti hanno usato la formula del world cafè, riflettendo sui “tratti” dell’esperienza personale e associativa vissuta, per condividerli e trovare risorse da mettere in campo per sé stessi e per gli altri, i giovani, chiamati a riflettere sul proprio percorso di fede, hanno utilizzato l’immagine di una strada, per mettere in risalto le tappe, le persone e gli incroci più significativi che hanno indirizzato le loro storie,  scoprendo ancora una volta la bellezza dello scambio arricchente di esperienze che l’associazione offre.

I laboratori sono conclusi con il gesto finale della consegna,  da parte degli adulti ai giovani, di bigliettini arrotolati con dentro scritto il tratto che ognuno si è impegnato a cercare dentro di sé per metterlo a disposizione dell’altro, come promessa di un mondo di adulti che, nonostante la diversità e la complessità che li contraddistingue, sceglie sempre di farsi compagno di strada, sincero e disponibile.

La giornata è terminata con una simpatica serata di animazione, guidata dal nostro consigliere Leonardo, che ha coinvolto tutti i partecipanti in una sfida “all’ultimo fumetto”.

La domenica mattina seguente è stata arricchita dall’intervento di Luca Marcelli, che ha affrontato il tema del discernimento, della fraternità e della responsabilità attraverso la figura di San Francesco e attraverso la sua ricca e schietta testimonianza di esperienza associativa.

Molto significativi i passaggi in cui ci ha detto che per fare discernimento occorre: abbassare le difese per accogliere il cambiamento e  accettare l’imperfezione.

Tante le pennellate tratte dal cammino di fede di San Francesco d’Assisi al quale ci ispiriamo riportandoci una frase di don Primo Mazzolari che ci ricorda che l’amore è la misura e il senso delle cose e che la nostra responsabilità arriva fin dove arriva il nostro amore!

Con la celebrazione eucaristica presieduta dall’assistente unitario don Lanfranco, ci siamo avviati alla conclusione, nella condivisione del pranzo domenicale.

A tal proposito un grazie speciale va ai nostri amici Pasqualina, Mario e Silvano che, con amore, dedizione e simpatia si sono messi ai fornelli per deliziarci il palato, e non solo, in questi tre giorni insieme.

Senza dimenticare tutti coloro che hanno collaborato per dare contenuto e realizzazione ai vari momenti di condivisione, dai consiglieri, agli assistenti, dagli ospiti e relatori che ci hanno raggiunto viaggiando da lontano, a coloro che semplicemente hanno fatto più volte la spola su e giù da casa pur di stare con noi e di accompagnarci in questo importante tratto di cammino.

Tra le novità proposte quest’anno riportiamo quella del “Banco Ave” che, con i libri, i gadget e i cammini formativi AC,  è diventato e luogo di sosta, di scambio e di gioco permettendo di magari di scoprire anche novità editoriali e riaffermando riaffermando l’importanza della cultura nel processo di discernimento.

Riportiamo in chiusura un paio di testimonianze di adulti che hanno partecipato.

Lorena: Cos’è che ti fa scegliere di passare tre giorni a un campo diocesano AC?  Può sembrare strano ma è il desiderio di incontrarsi, condividere, gioire, testimoniare insieme a volti conosciuti e nuovi come quello di Dalila che ci ha donato parole ardenti come GRATITUDINE, che rigenerano,  e ci ricordano come le relazioni creano un “tratto” invisibile che resta. E poi, come dimenticare don Francesco che ci ha provocato fraternamente proprio lì dove a volte sentiamo la stanchezza e la fatica, chiedendoci se siamo disposti ad accogliere la novità del “vino nuovo” che è il Vangelo. Sono stati giorni di grazia per il dono del tempo vissuto e delle persone incontrate.

Alessandra: Il campo diocesano è per me, dagli ultimi 3 anni, un punto di riferimento e di ripartenza importante del punto di vista personale e associativo. Ripartire insieme come famiglia è davvero molto importante e fare questo tratto di strada insieme, giovani e adulti, è davvero una grande testimonianza: la forza grande della nostra associazione. In questo anno particolare, in cui siamo chiamati al cammino assemblare, mi ha colpita la frase di Don Primo Mazzolari “la mia responsabilità arriva dove arriva il mio amore”, che mi darà sicuramente la forza di impegnarmi nel discernimento personale e della mia associazione parrocchiale.