Orizzonti mediterranei

di: Samantha Chiarini

Dal 30 luglio al 2 agosto 2026, Bari ha ospitato l’Incontro nazionale delle presidenze diocesane di Azione Cattolica “Orizzonti Mediterranei”, un’esperienza immersiva tra fede, cultura, approfondimento sociale e convivialità, per imparare ad abitare la complessità del nostro tempo e farsi custodi di speranza.

Oltre all’amicizia coltivata in Ac e all’affidamento allo Spirito, ci hanno accompagnato l’entusiasmo per l’attesa di ciò che avremmo visto e ci saremmo riportati dai luoghi, persone e situazioni che sapevamo essere stati organizzati con grandissima cura e capacità di stupirci. Tutto ciò unito alla sensazione inconfondibile di “tornare a casa”. È partito così il viaggio della nostra presidenza diocesana e dei nostri delegati regionali verso Bari, per partecipare a “Orizzonti Mediterranei”. Eravamo certi che sarebbe stata un’esperienza stimolante, ma ciò che abbiamo vissuto in questi quattro giorni è andato ben oltre le aspettative: un invito urgente a rivolgere uno sguardo profondo, delicato e profetico sulle dinamiche storiche ed evangeliche del nostro tempo.

“Mentre le chiese si svuotano noi siamo stati lì a parlare di Mediterraneo, per mettere a confronto la fede e la cultura del nostro tempo, perché è una questione che ci riguarda tutti”, usando una delle battute iniziali con cui, al Teatro Petruzzelli, è stato aperto l’incontro, fin da subito esso ha mostrato la sua vocazione: essere uno spazio di confronto aperto, condiviso e coraggioso.

Parole importanti ci sono state rivolte dai tantissimi ospiti che ci hanno omaggiato della loro presenza tra cui Vito Leccese, sindaco di Bari che, con il suo discorso autorevole, ci ha invitato a scegliere sempre il coraggio dell’ascolto, della vicinanza e della cura dell’altro alla via più facile dell’odio e dell’indifferenza, poiché Il cambiamento del mondo inizia proprio quando ognuno decide di aprirsi e di muoversi verso il prossimo, rifiutando la rassegnazione.

Da non dimenticare uno dei tanti appelli all’associazione di mons. Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto, durante la celebrazione nella Cattedrale di San Sabino:

«Siamo chiamati a essere profeti, con il compito di custodire la Parola intera — anche quando brucia — e al coraggio dell’annuncio evangelico che difende la verità, cercando dentro il conflitto e attraverso le ferite spazi di vita e di rinascita».

La bellezza di Bari inoltre — dalla città nuova al fascino di Bari Vecchia — non ha fatto soltanto da cornice, ma è diventata parte integrante del percorso formativo.

Il pomeriggio delle “Piazze” ha visto la formazione dislocarsi nel cuore della città con incontri tematici aperti a tutti su: Pace,   Migrazione, Convivialità delle differenze, Cambiamenti.

Attraverso le voci di esperti e testimoni, abbiamo esplorato la “grammatica delle relazioni” del Mediterraneo, il cui processo nasce spesso lontano dalle sue sponde, chiamando in causa dinamiche complesse che mettono al centro la dignità umana e il bisogno di sviluppo del singolo individuo e delle comunità.

Un momento di straordinaria densità spirituale e politica si è vissuto nella Basilica di San Nicola, storico santuario di fraternità e ponte tra diverse tradizioni religiose.

Durante la veglia, presieduta dall’Assistente Generale mons. Claudio Giuliodori e alla presenza del Cardinale Matteo M. Zuppi insieme ai rappresentanti della Chiesa Valdese e della Chiesa Ortodossa Rumena, i Presidenti diocesani hanno ricevuto il “Patto tra le Chiese Cristiane”, siglato lo scorso gennaio a Bari durante il 1° Simposio delle Chiese Cristiane in Italia.

Abbiamo pregato insieme affinché la comunione tra le nostre Chiese sorelle diventi una rete solida, capace di resistere alla violenza arrogante e di fondarsi sull’umanità che ci accomuna in Cristo.

Bari è stata anche e soprattutto “gioia dell’incontro”. Dai laboratori e gruppi di lavoro, spazi di ascolto e di progettazione comune, fino al servizio generoso dei volontari, che ci hanno guidato negli spostamenti tra le bellissime vie della città, l’esperienza si è nutrita di intensa convivialità. Indimenticabili i momenti di festa, nel Chiostro e in Piazza san Nicola, conditi dalla ricca tradizione gastronomica pugliese e dalle emozioni della travolgente musica dal vivo   dell’Orchestra del Mare e degli Après La Classe, che ci hanno fatto emozionare, cantare e ballare.

A conclusione dei quattro giorni, il Presidente nazionale Giuseppe Notarstefano ha ricordato il valore dello stile relazionale dell’Azione Cattolica: accogliere la complessità del nostro tempo per conoscerla a fondo, senza cedere a pregiudizi o soluzioni semplicistiche, e diventare costruttori di un dialogo che sia fondamento di democrazia e di intelligenza collettiva.

Citando Martin Luther King, è stato ribadito che “non possiamo concederci il lusso di essere moderati riguardo alla Pace”. Come educatori e laici credenti, possiamo creare piccole scuole di pace ogni volta che andiamo oltre gli stereotipi giudicanti e portiamo il perdono.

Solo quando l’IO si allarga ad un NOI, a cui tutti sentiamo di appartenere, siamo davvero pronti a cambiare lo stile di fare e di pensare le cose e la Pace diventa una strada possibile.

Riportiamo alcuni contributi della nostra delegazione diocesana.

Paola: “Un’esperienza che segna un prima e un dopo. Ci è stata data una narrazione evangelica concreta della realtà migratoria. Sta a noi adulti metterci in gioco insieme ai più giovani per abitare questo tempo con saggezza e slancio. La cultura del dialogo è indispensabile per la vita quotidiana, ben oltre i confini parrocchiali.”


Maria Grazia:
“Torniamo a casa con un modo nuovo e diverso di narrare la realtà, che apre alla speranza. Alla complessità del nostro tempo non si risponde con ricette semplici: serve avviare processi con pazienza, mettendo sempre al primo posto l’umanità che ci unisce.”

Andrea e Teresa del Movimento Lavoratori: “L’incontro di Bari ha ribadito il ruolo fondamentale del dialogo interreligioso nella costruzione della pace e dello sviluppo dei popoli. Come MLAC, abbiamo affrontato i problemi del mondo del lavoro, a partire dalla piaga del caporalato. Attraverso i laboratori di progettazione, abbiamo riflettuto su come valorizzare i territori, promuovere il lavoro dignitoso e la giustizia sociale facendo tesoro della Dottrina sociale della Chiesa e del Sinodo. L’obiettivo ora è portare questa esperienza nelle parrocchie, trasformando le idee in azioni concrete di fraternità,”

Sarà fondamentale adesso continuare a fare memoria di questo tempo vissuto a Bari per portarne testimonianza nelle nostre realtà territoriali. Ci siamo incontrati per riscoprirci comunità, e torniamo a casa con un mandato chiaro: non essere spettatori della storia, ma artigiani di pace e ponti di accoglienza nei luoghi della nostra vita quotidiana.