Abitare la cura

di: Samantha Chiarini

Ci siamo regalati una serata per Abitare la cura. All’interno del servizio educativo e di accompagnamento, che abbiamo accolto nei confronti di giovani e ragazzi, abbiamo sentito il dovere di soffermarci sulla bellezza di questa responsabilità, per approfondire le attenzioni e la cura che essa richiede sempre, specie in determinate circostanze di fragilità.

Presso i locali della parrocchia di Madonna della Speranza di Grottammare, che ringraziamo per l’accoglienza, il nostro appuntamento ha preso forma partendo dal momento di preghiera in chiesa, guidato dall’assistente unitario don Lanfranco. Attraverso gli spunti di una canzone, ci ha sottolineato l’importanza di “esserci” semplicemente e umanamente, nelle pieghe della nostra quotidianità, al fianco dei fratelli e delle sorelle che incontriamo e che ci sono affidati, nella fatica della missione alla quale ogni giorno ognuno di noi è chiamato.

Riferendosi quindi all’icona biblica dell’anno (Mc 2,18-22), ci siamo focalizzati su tre aspetti principali che devono necessariamente essere parte del nostro servizio: il sentimento di gratitudine che, come il vino nuovo sempre in fermento, ci rende vivi e pronti nel cogliere e riconoscere la più piccola bellezza del presente; la nostra umanità, il terreno all’interno del quale questa bellezza può operare in noi per sorprenderci, rinnovarci ed aprirci all’altro; infine l’atteggiamento rivolto a custodire le relazioni e la novità che in questo modo lo Spirito ci dona.

Dividendoci successivamente in due stanze diverse, educatori ACR da una parte e animatori Giovanissimi con i responsabili Giovani dall’altra, abbiamo vissuto un momento di riflessione e confronto che ha portato gli uni, alle radici della passione educativa e gli altri a ripercorrere i tratti di cammino vissuti nei percorsi dei rispettivi gruppi parrocchiali.

Come strumento di lavoro, gli educatori dei ragazzi, richiamando l’ambientazione del nuovo anno associativo dell’Accademia del fumetto, hanno ricevuto “Lo sketchbook dell’educatore”, una sorta di taccuino di bozze da disegno utilizzato da illustratori e artisti, dove poter annotare spunti e riflessioni ispirati da alcune domande inserite all’interno e da provocazioni di frasi sul senso del servizio educativo, tratte da testi guida del cammino associativo e riportate su appositi balloons sparsi sui tavoli dei vari gruppi. Il momento è terminato con un invito allo stupore e alla capacità di meravigliarsi, che è in sé preghiera,  tratto da un passaggio di don Tonino Bello, e con un gesto di condivisione  teso alla costruzione comune, ognuno con il proprio tratto, di un simbolico ambiente di cura e di accompagnamento dell’altro.

Gli animatori giovanissimi e i responsabili giovani, parallelamente, hanno utilizzato una mappa all’interno della quale si trovavano alcune parole, rappresentate da “piazze”, tra cui: fermento, dono, indifferenza, stanchezza, larghe vedute, ecclesialità … Ognuno dei presenti è stato invitato a calarsi nella propria realtà parrocchiale e ad indicare la piazza (atteggiamento) di partenza e quella di arrivo. Riportando così simbolicamente il percorso vissuto con il proprio gruppo o settore giovani, gli animatori hanno ricevuto lo spunto necessario per strutturare di seguito il confronto e la condivisione delle  varie esperienze. Si è scelti di utilizzare il luogo simbolico della “piazza” perché, indipendentemente dal sentimento o dalla situazione vissuta, rappresenta un posto in cui non si è mai soli. Nella piazza infatti, se ci si guarda intorno, c’è sempre qualcuno, con cui condividere ciò che di bello o di faticoso si sta attraversando, o qualcosa, che permette una sosta o un ristoro che alleggerisce il cammino (una panchina per sedersi, l’ombra di un albero che ripara…), tutto riconduce all’importanza dell’essere insieme nel servizio.

Ristoràti poi da una gustoso momento conviviale, che ci ha permesso di cenare e di prenderci una piacevole pausa, siamo passati subito dopo alla seconda parte della serata, di rilevante contenuto formativo, grazie all’intervento di Annamaria Bongio, responsabile nazionale dell’Azione Cattolica Ragazzi, collegata con noi da remoto. Attraverso questo incontro abbiamo avuto modo di prendere conoscenza dell’aggiornamento della policy di cui l’Ac si è dotata dal 2021, a seguito della partecipazione al progetto “Safe – Educare e Accogliere in ambienti sicuri”,  co-finanziato dall’Unione Europea e portato avanti in collaborazione con altri enti e associazioni nazionali. Si tratta di un documento molto importante in quanto qualifica la vocazione dell’Azione cattolica, orientata alla promozione di ambienti educativi sicuri che hanno a cuore la cura della persona e del suo pieno e autentico sviluppo.

L’aggiornamento recentemente apportato rappresenta la prosecuzione dell’impegno di Ac nel cammino di formazione, ascolto, studio e riflessione nell’ambito della tutela dei minori e delle persone adulte vulnerabili, volendo rispondere in modo sempre più puntuale e approfondito al cambiamento d’epoca che sta investendo le nostre realtà associative e comunitarie. Alcuni degli elementi innovativi, rivolti agli educatori e animatori chiamati a farsi compagni di viaggio di queste persone fragili, riguardano l’istituzione di una Commissione Nazionale che offra formazione e consulenza, in tema di tutela della persona, e di una cassetta degli attrezzi, con dei protocolli di segnalazione e di azione a cui far riferimento.

E’ stato un momento di grande sensibilizzazione sulla tematica in questione, suscitando nei presenti il desiderio di approfondimento e di una sempre maggiore attenzione nella promozione di ambienti educativi sicuri.

Insieme alla consegna di questo importante impegno, da condividere con le rispettive comunità, ogni associazione parrocchiale ha ricevuto il “barattolo del nuovo” da riempire, in questo nuovo anno associativo, di idee e azioni volte a rinnovare e migliorare la relazione con i ragazzi e i giovanissimi, per far crescere insieme il cammino cristiano e rendere le nostre realtà associative sempre più sentinelle della Sua luce, capaci di accoglienza, di condivisione… di dono.