In-sieme in missione

Il racconto della Festa degli Incontri 2026

di: Lucia Pelliccioni

“Torre di controllo, mi ricevi? Sto tornando adesso”. Dopo incontri organizzativi, momenti di studio e preparazione, check operativi, giorni concitati, riflessioni e preghiere, la Festa degli Incontri 2026 è divenuta finalmente realtà!

Lo scorso 30 maggio, a Centobuchi di Monteprandone, il Parco della Conoscenza si è riempito di bambini, ragazzi, educatori, famiglie e amici. Qui, infatti, abbiamo vissuto l’appuntamento conclusivo del cammino annuale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi della diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto.

Come accade al termine di ogni viaggio importante, la festa è stata anche un’occasione per fermarsi e guardarsi indietro. Infatti, abbiamo cercato di rileggere il percorso compiuto, fare memoria delle esperienze vissute e riscoprire le tappe che hanno accompagnato la crescita dei ragazzi durante questi mesi. La “Missione spaziale” ha portato i ragazzi a scoprire non solo nuovi mondi, ma anche qualcosa di loro stessi e dei compagni di viaggio: valori, atteggiamenti, relazioni… Ogni esperienza vissuta, ogni incontro e ogni sfida affrontata li hanno aiutati a diventare più consapevoli, uniti e capaci di guardare gli altri con occhi nuovi. La verità, però, è che la nostra vera Missione non finisce mai: continua ogni giorno, non più in orbita, ma qui sulla Terra.

Già dall’arrivo nel parco, i ragazzi sono stati accolti in un grande “spazio missioni“. Passeggiando tra le diverse postazioni, hanno potuto riscoprire le missioni spaziali vissute nelle proprie parrocchie, ma anche fare memoria di alcune missioni significative della nostra storia. Tra queste, il percorso dedicato agli ottant’anni della Repubblica Italiana e quello sulla figura di Vittorio Bachelet, testimonianze capaci di raccontare come il bene comune, l’impegno e la responsabilità possano lasciare nel tempo un segno nella vita delle persone e delle comunità. Lo sguardo era rivolto anche al futuro: i ragazzi, infatti, hanno potuto conoscere e partecipare ai “progetti di missione”, cioè quelle avventure che li attendono nei prossimi mesi, come il Tempo Eccezionale dell’ACR e la Missione-Omphalos, segni concreti di un cammino che non si conclude ma continua, aprendosi a nuove esperienze, incontri e scoperte.  

All’inizio, sono stati con noi anche il sindaco di Monteprandone Sergio Loggi e il nostro Vescovo Gianpiero: li ringraziamo per la presenza e la vicinanza. I ragazzi, curiosi, hanno chiesto loro quali missioni volessero affidargli. L’uno ha chiesto ai ragazzi di essere protagonisti di un futuro migliore, l’altro di annunciare e testimoniare il Vangelo.

La festa, poi, si è aperta ufficialmente in compagnia di due strambi astronauti appena tornati dalla Stazione Spaziale Internazionale: Gianfilippo e Davide (alias Astro Pippo e Astro Davide). In modo divertente ma allo stesso tempo significativo, hanno testimoniato che nello spazio, come nella vita, nessuno può farcela da solo. Servono fiducia, collaborazione e la capacità di riconoscere il valore di chi ci cammina accanto. Proprio loro hanno lanciato ai ragazzi la nuova sfida.

Suddivisi in equipaggi, i Piccolissimi, i bambini e i ragazzi hanno poi partecipato alle diverse attività. Ogni gioco rappresentava una tappa significativa del percorso educativo vissuto: scegliere l’essenziale, imparare a guardare il mondo con occhi nuovi, cooperare per il bene comune, valorizzare l’unicità di ciascuno, lasciarsi ispirare dai testimoni della fede e sentirsi parte di una comunità.

Particolarmente significativa è stata la riflessione conclusiva, che ha raccolto le parole-chiave emerse durante il pomeriggio: essenzialità, sguardo nuovo, cooperazione, unicità, equipaggio, testimonianza. Valori che non appartengono soltanto al tempo della festa o della “missione spaziale”, ma che sono chiamati a diventare stile di vita nelle relazioni quotidiane, qui in Terra.

Il pomeriggio si è concluso con un momento di preghiera guidato da don Silvio (Assistente diocesano Acr), che ha aiutato ragazzi ed educatori a rileggere quanto vissuto alla luce del Vangelo di Luca (10,1-6). Il brano dell’invio dei settantadue discepoli ha offerto una prospettiva particolarmente significativa: Gesù manda i suoi discepoli a due a due, ricordando che l’annuncio e il cammino cristiano non sono mai un’avventura solitaria, ma un’esperienza da vivere insieme, nella fiducia reciproca e nell’affidamento al Signore. Un invito che ha risuonato come sintesi dell’intero percorso e come consegna per il tempo che si apre davanti ai ragazzi. 

Infine, la consegna del distintivo ha rappresentato il segno concreto di una missione portata a termine, ma anche l’inizio di una nuova sfida. Il vero compito dei ragazzi, sull’esempio dei discepoli, inizia ora: portare nella vita di tutti i giorni ciò che hanno scoperto, imparato e vissuto durante questo anno associativo. Lo faranno, inoltre, con una consapevolezza in più: quella di non essere mai soli. Siamo sempre “Insieme in missione”!

Ringraziamo il Comune di Monteprandone per l’accoglienza e il sostegno, sempre sensibile di fronte alle iniziative che coinvolgono la comunità, a partire dai bambini e dai ragazzi.

Grazie di cuore anche a tutti coloro che hanno reso possibile e bella questa Festa: i Giovani e i Giovanissimi coinvolti, gli educatori, i volontari, gli amici.